Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Conoscere per deliberare.” (Luigi Einaudi)
Le Borse europee hanno chiuso martedì in calo, mentre dal Golfo arrivavano segnali di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran che nessuna delle due parti ha ancora confermato. Il FTSE 100 ha perso l’1,1%, lo Stoxx 600 lo 0,6%, il DAX lo 0,4% e il CAC lo 0,3%, mentre il FTSE MIB è rimasto fermo. Secondo fonti regionali, Washington avrebbe approvato una bozza di memorandum d’intesa presentata a Teheran dai mediatori del Qatar, e la Guida suprema iraniana avrebbe aperto a qualche concessione su questioni finora considerate intoccabili. Le informazioni restano frammentarie, e nella notte gli Stati Uniti avevano colpito l’isola iraniana di Qeshm, a ricordare quanto il quadro sia instabile. Il presidente Trump ha escluso una ripresa dei bombardamenti dopo il voto di metà mandato, mentre il vicepresidente Vance ha auspicato una soluzione negoziata. Sul piano dei dati, l’inflazione svizzera è risultata superiore alle attese, ma non dovrebbe modificare la linea della Banca nazionale svizzera. Un’analisi dei discorsi dei funzionari della Bce, realizzata con strumenti di intelligenza artificiale, indica che i decisori danno per scontato un’inflazione nell’area dell’euro sensibilmente inferiore al 2% entro un anno.
Tassi in salita, rimbalzo fragile
Wall Street ha chiuso con la maggior parte dei listini in rialzo, confermando il recupero dei titoli legati all’intelligenza artificiale dopo le recenti perdite. Il Nasdaq ha guadagnato lo 0,83%, lo S&P 500 lo 0,36% e il Russell 2000 lo 0,23%, mentre il Dow Jones ha ceduto lo 0,38%. Il rialzo, però, è stato selettivo, con pochi titoli a trainare il mercato. A pesare sono stati anche i rendimenti dei titoli di Stato, saliti dopo un dato sul mercato del lavoro più forte del previsto: le offerte di lavoro americane di settembre sono state 7,523 milioni, contro i 7,100 attesi, e le dimissioni volontarie hanno toccato il livello più alto da marzo 2025. Tra i singoli titoli, Oracle e Meta hanno guadagnato dopo gli annunci di nuove raccolte di capitali, mentre Apple, Palantir e Shopify hanno chiuso più deboli. Alcuni investitori, comprese le strategie automatiche, hanno ridotto la propria esposizione dopo le vendite delle ultime settimane. Le previsioni di alcune banche d’affari, tra cui JPMorgan, indicano guadagni per l’indice in tutti gli scenari di voto, e la storia recente favorisce le Borse dopo le elezioni.
Valutazione dell’AI sotto esame
Il vero nodo è il denaro necessario per sviluppare l’intelligenza artificiale. Secondo indiscrezioni di stampa riportate da Bloomberg, alcuni investitori istituzionali spingono Anthropic a puntare su una valutazione alla quotazione compresa tra 1,5 e 1,6 trilioni di dollari, in calo rispetto alle precedenti stime di 2 trilioni di dollari. Pesano i timori per mercati instabili, un’eccessiva esposizione alle scommesse sull’AI, la reazione politica contro i data center e l’incertezza su quanto in fretta gli investimenti in capacità di calcolo produrranno utili. Il documento aggiornato per la quotazione, pubblicato un giorno prima, indica impegni di spesa infrastrutturale e per la potenza di calcolo per un totale di 895 miliardi di dollari, di cui 448 miliardi da onorare entro il 2030. Nello stesso documento, i costi operativi sono cresciuti fortemente, mentre i ricavi del terzo trimestre hanno registrato un aumento di 12 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I segnali sulla domanda restano positivi, ma il problema è il finanziamento: se il costo del denaro resta alto, come mostrano i rendimenti saliti dopo i dati sul lavoro, la corsa alla capacità di calcolo dovrà trovare capitali a condizioni sempre meno favorevoli. Il rimbalzo di Wall Street regge finché gli investitori credono che i ricavi arriveranno prima che il conto scada.