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Insights 29 Lug 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“L’inflazione è la forma più crudele di tassazione.” (Winston Churchill)

Le Borse europee hanno chiuso in territorio misto mercoledì, in una seduta senza direzione, appesantita da un attacco missilistico a sorpresa dell’Iran contro le forze americane in Giordania e dalla debolezza dei titoli tecnologici asiatici. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,3%, il CAC lo 0,6%, il FTSE MIB lo 0,49%, mentre il DAX ha chiuso invariato e il FTSE 100 ha guadagnato lo 0,3%. Semiconduttori, memoria e produttori di attrezzature per chip sono stati sotto pressione, con elevata volatilità dovuta alle preoccupazioni per le minacce competitive dalla Cina, al finanziamento circolare (i fornitori finanziano i clienti per farli investire) nel settore dell’intelligenza artificiale, all’allargamento degli spread creditizi dei principali fornitori di infrastrutture cloud e al ruolo della leva finanziaria. A parziale contrappeso, alcuni operatori hanno segnalato un significativo alleggerimento delle posizioni da parte degli hedge fund nelle ultime settimane, con un posizionamento sulla tecnologia molto più pulito rispetto ai mesi scorsi. Il tracker salariale della Bce ha mostrato un andamento dei salari relativamente stabile, mentre i prezzi all’importazione tedeschi di giugno si sono attenuati in linea con il calo dei prezzi energetici.

Wall Street crolla dopo il FOMC: tre dissidenti, mercati disorientati

Wall Street ha chiuso in netto ribasso mercoledì, in una seduta molto volatile, dopo la decisione della Fed. Il Dow Jones ha perso il 2,18%, l’S&P 500 l’1,51%, il Nasdaq l’1,74% e il Russell 2000 l’1,61%. La Fed ha lasciato i tassi invariati tra 3,50% e 3,75%, come atteso, ma tre membri hanno votato per un rialzo di 25 punti base: Hammack, Kashkari e Logan, con quest’ultimo come sorpresa più marcata in chiave restrittiva. Il mercato aveva prezzato, prima della decisione, circa il 36% di probabilità di un rialzo. La conferenza stampa del presidente Warsh ha offerto pochissimi spunti: ha ribadito l’impegno verso l’obiettivo di inflazione del 2%, ha lodato la resilienza dell’economia e ha minimizzato le preoccupazioni sul mercato del lavoro, senza fornire indicazioni sul percorso futuro. I Treasury a breve scadenza hanno guadagnato, con il mercato che ora prezza circa 28 punti base di rialzi entro fine anno, rispetto ai 41 precedenti alla decisione, ma il tratto lungo della curva ha venduto bruscamente. La probabilità di un rialzo a settembre resta intorno al 53%. I semiconduttori e la memoria hanno guidato il ribasso in un trading caotico, senza la rotazione verso i ciclici che in precedenza aveva attutito le vendite sulla tecnologia. Alle preoccupazioni sulla Fed si sono aggiunti gli attacchi notturni tra Stati Uniti e Iran e le minacce di Trump di colpire duramente Teheran, con il petrolio in rialzo.

La Fed divisa e senza bussola: cosa succede ora

La riunione di luglio della Fed ha consegnato al mercato un’istituzione più divisa di quanto atteso e una comunicazione deliberatamente priva di indicazioni sul futuro. Tre dissidenti sono più del previsto, e la composizione sempre più rigida del FOMC potrebbe mettere sotto pressione Warsh nelle prossime riunioni, anche se il presidente ha finora privilegiato la cautela di fronte a shock di offerta come quello energetico. Gli analisti sell-side che avevano previsto la pausa hanno sottolineato che un rialzo avrebbe avuto scarso impatto su un’inflazione guidata dall’offerta, con aspettative ancora ancorate, ma il segnale dei tre voti dissidenti alimenta il dibattito su quanto a lungo questa pazienza possa reggere. La probabilità di un rialzo a settembre resta leggermente superiore al 50%, con la decisione che dipende in larga misura dall’evoluzione dei prezzi energetici e dall’accordo con l’Iran, entrambe variabili al di fuori del controllo della banca centrale. L’assenza di indicazioni prospettiche, scelta deliberata di Warsh, ha amplificato la volatilità di mercato in entrambe le direzioni, con i Treasury che si sono mossi in modo disordinato nella seduta post-riunione.