Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Chi non risica non rosica.” (Proverbio italiano)
Le Borse europee hanno aperto la settimana in lieve calo, con i mercati che hanno scelto di guardare oltre il rumore geopolitico in attesa degli eventi davvero rilevanti della settimana. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,3%, il FTSE 100 lo 0,5%, il CAC lo 0,2%, il DAX lo 0,1%, mentre il FTSE MIB ha chiuso sostanzialmente invariato a +0,04%. Sul fronte iraniano, i negoziati restano in bilico: Trump ha cancellato nel weekend la visita programmata di Witkoff e Kushner per incontrare la delegazione iraniana, salvo poi dichiarare che Teheran ha migliorato la propria offerta, anche se non abbastanza. A dare qualche speranza è un’indiscrezione di Axios secondo cui l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale americano, rinviando la questione nucleare a trattative successive. Se la proposta porterà a un’intesa resta incerto. La reazione dei mercati è stata contenuta, con gli investitori che continuano a scommettere su una risoluzione graduale del conflitto piuttosto che su un ritorno alle ostilità. Sul fronte macro europeo, la settimana è partita in sordina ma con dati preoccupanti: la fiducia dei consumatori tedeschi GfK è scesa ai minimi da tre anni per effetto del conflitto iraniano, mentre venerdì il clima economico IFO aveva toccato i livelli più bassi da maggio 2020. L’attenzione principale della settimana è però rivolta a giovedì, quando si riuniranno Bce e Bank of England: nessun cambiamento è atteso, ma i mercati seguiranno con attenzione la comunicazione sul rischio di stagflazione.
Wall Street in attesa: cinque dei Magnifici Sette pronto a parlare
Wall Street ha aperto la settimana con movimenti minimi, in una seduta di attesa prima della più intensa settimana di trimestrali dell’anno. Il Dow Jones ha perso lo 0,13%, l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,12%, il Nasdaq lo 0,20% e il Russell 2000 lo 0,04%. La big tech ha chiuso per lo più in rialzo, con Nvidia come protagonista. Con oltre un quarto dell’S&P 500 che ha già riportato, la crescita degli utili per azione si attesta vicino al 15%, un dato solido che tiene alta la fiducia degli investitori. Questa settimana porterà i risultati di 180 società dell’indice e di cinque dei Magnifici Sette, con gli investimenti e la domanda legati all’intelligenza artificiale al centro dell’attenzione. Le notizie iraniane del weekend, con il mancato incontro diplomatico, sono state ampiamente ignorate: il mercato continua a scommettere su una risoluzione lunga e accidentata piuttosto che su una ripresa delle ostilità. Sul fronte politico americano, le preoccupazioni sulla leadership della Fed si sono attenuate dopo che il senatore Tillis del North Carolina ha dichiarato il proprio sostegno alla nomina di Kevin Warsh come presidente, con il voto in commissione atteso mercoledì. A sostenere il sentiment restano la solidità del contesto macro americano, la tenuta dei consumi e la ripresa del ciclo industriale, mentre qualche preoccupazione emerge sull’eventuale impatto dei costi energetici elevati sugli investimenti aziendali.
Europa: comprare la debolezza o aspettare?
Mentre Barclays ha portato il giudizio sull’Europa a sottopeso rispetto agli Stati Uniti e UBS ha declassato l’Eurozona a neutrale, tagliando le stime di crescita degli utili 2026 dal 7% al 5% per effetto dei costi energetici, della limitata esposizione tecnologica e della vulnerabilità ciclica, JPMorgan va controcorrente e raccomanda di usare la debolezza legata al conflitto per aggiungere esposizione. L’MSCI Eurozona ha perso circa il 4% dall’inizio del conflitto iraniano, sottoperformando gli Stati Uniti in un contesto di rapido deterioramento dei dati. Eppure JPMorgan vede un quadro energetico molto più resiliente rispetto al 2022, con una crescita degli utili per azione dell’Eurozona per il 2026 stimata al 19%, revisioni al rialzo diffuse in industriali, finanziari e materiali, e un EuroStoxx 50 con un indicatore di forza relativa in zona di ipervenduto che storicamente ha prodotto rimbalzi forti nell’arco di uno-sei mesi. La banca si attende un allargamento della leadership di mercato verso estate, con preferenza per value, small cap, semiconduttori e titoli minerari.