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Insights 7 Lug 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La storia economica è una serie di episodi in cui gli uomini di Stato hanno dimostrato di non aver imparato nulla dalla storia.” (John Kenneth Galbraith)

Le Borse europee hanno chiuso in ribasso martedì, vicino ai minimi di seduta, con il DAX come principale fanalino di coda. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,6%, il DAX l’1,4%, il FTSE MIB lo 0,95%, il CAC lo 0,5%, mentre il FTSE 100 ha guadagnato lo 0,2%. La nuova ondata di vendite sui titoli tecnologici in Asia, innescata dai risultati preliminari del secondo trimestre di Samsung, ha pesato sul sentiment europeo, anche se i mercati del continente hanno mostrato una certa resistenza rispetto a quelli asiatici. La delusione per i risultati di Samsung viene letta come una conferma che le aspettative sul settore dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale erano diventate eccessive, in linea con il tema della rotazione fuori dalla tecnologia verso altri settori che ha caratterizzato le ultime settimane. Lo Stoxx 600 aveva toccato nuovi massimi storici lunedì prima di ripiegare. Gli strategist iniziano a orientare l’attenzione verso la stagione delle trimestrali del secondo trimestre: il quadro è positivo ma con la percezione che gran parte delle buone notizie sia già nei prezzi e che lo slancio al rialzo possa essere limitato. La concorrenza dei modelli di intelligenza artificiale cinesi e open source continua inoltre a ricevere crescente attenzione. Sul fronte macro, la produzione industriale tedesca ha superato le attese dopo i forti ordini alle fabbriche di lunedì, mentre il deficit commerciale francese si è allargato.

Wall Street in rosso: i semiconduttori cedono di nuovo, il petrolio spike nel finale

Wall Street ha chiuso in ribasso martedì, con il Dow Jones in calo dello 0,25%, l’S&P 500 dello 0,45%, il Nasdaq dell’1,16% e il Russell 2000 dello 0,90%. La partecipazione è risultata più ampia del solito, con i titoli in rialzo che hanno superato quelli in calo e la versione a pari peso dell’S&P 500 che ha sovraperformato quella a capitalizzazione, segnale di una debolezza concentrata nel comparto tecnologico. Semiconduttori, memoria e infrastrutture per l’intelligenza artificiale hanno più che annullato i guadagni di lunedì, penalizzati dalla delusione sui risultati di Samsung, dalla notizia che DeepSeek sta sviluppando chip proprietari per l’intelligenza artificiale e da dinamiche di offerta legate alla quotazione di SK Hynix sul mercato americano di venerdì e all’emissione obbligazionaria da 25 miliardi di dollari di Amazon. Il petrolio ha chiuso la seduta regolare senza variazioni di rilievo, per poi impennarsi nel dopo borsa sulla notizia che gli Stati Uniti hanno revocato le licenze che autorizzavano le vendite di greggio iraniano, una risposta diretta ai tre attacchi a navi nello Stretto di Hormuz nelle ultime ventiquattro ore.

La Fed torna a dividersi sulla comunicazione: Waller difende le indicazioni prospettiche

Il governatore della Fed Waller ha preso le distanze dalla posizione del presidente Warsh in un discorso a Roma, sostenendo che le indicazioni prospettiche possono essere uno strumento prezioso se usate con attenzione, capace di orientare le aspettative del pubblico sulla traiettoria futura dei tassi più rapidamente di quanto possa fare da sola una modifica del tasso di riferimento. Warsh aveva invece recentemente argomentato che le indicazioni prospettiche rischiano di imbrigliare la Fed nella sua capacità di rispondere a nuovi sviluppi economici. Waller ha però aggiunto una serie di cautele: le indicazioni devono essere flessibili, non troppo rigide e, in alcuni casi, è meglio non usarle affatto. Ha anche riconosciuto che la prassi delle indicazioni prospettiche tra il 2020 e il 2021 aveva legato le mani della Fed, ritardando inutilmente i rialzi dei tassi e contribuendo all’impennata dell’inflazione in quel periodo. Il dibattito interno alla Fed sulla comunicazione si aggiunge all’incertezza già presente sul percorso dei tassi, con il mercato che cerca di calibrare le proprie attese in un contesto in cui la banca centrale ha deliberatamente scelto di dire meno sul futuro.