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Insights 25 Ott 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Il meglio è nemico del bene.” (Voltaire)

Venerdì scorso le Borse europee hanno chiuso in calo ma lontane dai minimi, in una settimana in cui il tema dell’intelligenza artificiale ha tenuto banco. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,3%, il FTSE 100 lo 0,3%, il DAX lo 0,7%, il CAC lo 0,4%, mentre il FTSE MIB ha guadagnato lo 0,36%. Il settore tecnologico europeo ha tenuto dopo la caduta di giovedì, sostenuto dalla resilienza dell’Asia e della Corea del Sud, più forti del previsto. A pesare sono stati i timori sul finanziamento degli investimenti nell’AI: un’ondata di notizie su una valutazione di OpenAI rivista al ribasso, ritardi in alcune operazioni, dubbi sulla capacità di far pagare l’AI e sui rischi per la sicurezza informatica. Il movimento più rilevante è però quello dei titoli di Stato. Questa settimana c’è stata una grande rotazione fuori dal debito francese, con i Bund tedeschi in primo piano e i Gilt britannici relativamente solidi in vista del bilancio del Regno Unito della prossima settimana, atteso come un evento senza grandi sorprese. Il petrolio ha continuato a salire, con il WTI sopra i 100 dollari, e la correlazione tra il greggio e i rendimenti si è interrotta. Un sondaggio di Bloomberg tra gli economisti indica un rialzo dei tassi da parte della BCE a dicembre, con tassi invariati fino a maggio 2028. Il mercato, ora, guarda a un possibile intervento della BCE per frenare il rialzo dei rendimenti francesi.

Dow giù, petrolio oltre 100

Wall Street ha chiuso in calo venerdì, lontano dai massimi di giornata: il Dow Jones ha perso l’1,23%, lo S&P 500 lo 0,52%, il Nasdaq lo 0,21%, il Russell 2000 lo 0,29%. La partecipazione è stata nettamente negativa, dopo la forte sovraperformance dell’S&P 500 a pesi uguali della giornata precedente. Settimana in calo per S&P 500 e Nasdaq. Il comparto dell’intelligenza artificiale si è stabilizzato, con i semiconduttori e le memorie in rialzo, mentre i neocloud, le società che affittano capacità di calcolo, sono scesi. A pesare sui titoli di consumo è stato il petrolio, con il WTI di nuovo sopra i 100 dollari al barile, a causa delle attese di una ripresa dell’attività militare in Medio Oriente. Il rialzo dei prezzi è arrivato insieme alle letture dei PMI flash di ottobre, che indicano pressioni sui prezzi ancora forti. Il petrolio ha probabilmente contribuito al rialzo dei tassi dopo il forte rally di giovedì, e la combinazione ha pesato sull’allargamento del mercato. La settimana prossima attirano l’attenzione i conti delle Big Tech e della Fed, mentre le elezioni di metà mandato sono attese la settimana successiva.

Conti buoni, risposta debole

Il paradosso della settimana è che i fondamentali sono rimasti solidi, ma il mercato non li ha premiati. Dopo il rally di mercoledì, trainato dalle buone indicazioni di SpaceX e Super Micro, altre società dell’AI hanno riportato risultati positivi, come Lam Research, Western Digital e Bloom Energy, senza che la reazione in Borsa fosse all’altezza. Meta ha mostrato dati incoraggianti su pubblicità, coinvolgimento e metriche di Muse, ma la Borsa ha sollevato domande sulla spesa in conto capitale e sui finanziamenti. Nei temi della stagione dei conti tornano in auge il potere di fissare i prezzi, la ripresa industriale e la tenuta dei consumi. Il dato decisivo, però, è un altro: secondo Goldman Sachs, gli investitori hanno aperto posizioni short sul settore tecnologico globale in due settimane come mai prima. Quando una posizione è così affollata al ribasso, anche una buona notizia può innescare una corsa al riacquisto. La domanda è se i conti reggeranno abbastanza a lungo da far rientrare gli investitori, o se il mercato continuerà a guardare ai finanziamenti più che ai ricavi.