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Insights 21 Set 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Dietro ogni azione c’è un’azienda. Scoprite cosa sta facendo.” (Peter Lynch)

Il calo simultaneo del petrolio e dei rendimenti ha permesso alle Borse europee di ignorare un fine settimana politico difficile e di aprire la settimana in deciso rialzo: lo Stoxx 600 ha guadagnato l’1%, il FTSE 100 lo 0,8%, il DAX l’1,1%, il CAC lo 0,9%, il FTSE MIB l’1,6%. In Germania la CDU ha perso due elezioni chiave domenica e non ha superato la soglia del 5% per entrare nel parlamento del Meclemburgo-Pomerania Anteriore; il cancelliere Merz ha promesso di restare in carica. In Francia il ministero delle Finanze ha previsto un debito record nel 2026, vicino al 120% del Pil. Sul fronte ucraino, Kiev ha lanciato il più grande attacco contro Mosca dall’inizio della guerra nel 2022; la Russia ha annunciato che intensificherà i raid contro la capitale ucraina e Trump ha fatto pressione su Zelensky affinché smetta di colpire le raffinerie russe. Nulla di tutto questo ha pesato, perché il petrolio è sceso sulle notizie di una ripresa dei carichi sauditi nel Golfo Persico e i tassi hanno continuato a scendere dopo che venerdì il legame tra greggio e rendimenti si era spezzato. Ha aiutato anche la diplomazia: in vista del vertice Trump-Xi, il segretario al Tesoro Bessent ha parlato di colloqui riusciti con il vicepremier cinese He Lifeng su intelligenza artificiale e commercio, con l’avvio di un dialogo sull’AI e sui controlli sulle esportazioni al di fuori dell’agenda, secondo il rappresentante commerciale Greer. Una nota stonata è arrivata dalla Fed: Goolsbee ha avvertito che la banca centrale non può più ignorare gli shock d’offerta persistenti che minacciano la stabilità dei prezzi.

Nasdaq da record, l’AI riparte

Wall Street ha confermato e amplificato il rimbalzo, chiudendo vicino ai massimi di seduta: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,71%, l’S&P 500 l’1,49%, il Nasdaq il 2,26%, il Russell 2000 lo 0,52%. Per S&P 500 e Nasdaq è stata la seduta migliore dal 4 agosto e la terza consecutiva in rialzo; il Nasdaq ha segnato un nuovo record di chiusura, l’S&P 500 è tornato a 0,4% dal massimo del 13 agosto. Il motore è stato ancora il tema dell’intelligenza artificiale, con i semiconduttori e le memorie in rally e le grandi società tecnologiche in rialzo, con Meta in evidenza grazie all’attenzione sui suoi agenti AI. Il comparto ha così allungato il recupero dai recenti timori sul ritmo di sviluppo dei modelli. Petrolio e rendimenti in calo hanno fatto il resto: il greggio ha ripiegato su notizie favorevoli sull’offerta e sulla speranza di progressi diplomatici all’Assemblea generale dell’Onu di questa settimana, e i tassi ne hanno beneficiato nonostante alcuni commenti da falco dalla Fed, in una settimana fitta di interventi e con 183 miliardi di dollari di nuove emissioni del Tesoro in arrivo. I colloqui tra USA e Cina sono stati definiti un successo, ma la tregua commerciale non è stata formalmente prorogata. La partecipazione al rialzo è rimasta appena positiva e l’S&P 500 ponderato per capitalizzazione ha battuto la versione a pesi uguali di circa 90 punti base: il rally, come nota da tempo la maggior parte degli strategist, è forte in cima e fragile alla base, con sentiment depresso, afflussi robusti ma investitori al dettaglio pigri, e gli utili societari come principale argomento rialzista.

L’Europa regge grazie alle aziende

Il dato chiave della settimana è che le Borse europee hanno assorbito lo shock combinato di petrolio e tassi senza che gli utili attesi venissero rivisti al ribasso. Lo Stoxx 600 è a circa il 3% dal massimo, nonostante il Brent abbia superato i 100 dollari al barile e i rendimenti siano ai massimi da quando è scoppiata la crisi finanziaria del 2008, con pressione sull’immobiliare e sui consumi. Goldman Sachs e JPMorgan hanno interpretato la correzione come una pausa, non come l’inizio di un mercato ribassista, e hanno individuato il sostegno nelle società più che nell’economia. Secondo JPMorgan, i margini europei sono ben al di sopra delle medie di lungo periodo, una volta esclusa l’auto, e l’Europa, senza i consumi discrezionali, ha margini vicini a quelli degli Stati Uniti senza la tecnologia. Circa l’80% delle società dell’MSCI Europe dovrebbe far crescere gli utili nel 2026, con un consenso del 18-20% quest’anno e del 9-10% il prossimo; i bilanci sono leggeri, con un rapporto tra debito netto e patrimonio del 20-40% sotto la media storica. Il modello di Goldman ha stimato che un rialzo del 10% del petrolio aumenti gli utili dello Stoxx di circa 2,4 punti, soprattutto per l’energia, con revisioni positive anche per i finanziari, le utility e la chimica, mentre i consumi discrezionali restano il settore perdente. Le valutazioni sono nella media, con lo Stoxx 600 a circa 14,2 volte gli utili attesi e l’Europa più economica degli Usa in termini di rendimento dai flussi di cassa. JPMorgan sovrappesa l’Eurozona rispetto al Regno Unito, insieme a minerari, beni capitali e semiconduttori, e sottopesa energia e beni di prima necessità; Goldman preferisce banche, difesa, elettrificazione, infrastrutture e la Germania come tema, ma prevede un mercato in laterale finché i tassi non smetteranno di muoversi. Anche Deutsche Bank è ottimista, mentre Citi è più cauta. La condizione è tutta lì: i bilanci delle aziende hanno retto lo shock, ma un rally con i rendimenti ai massimi dal 2008 può solo aspettare che i tassi si fermino. Finché non lo fanno, ogni rimbalzo resta all’interno dell’intervallo.