Insights & Research

Home / Insights / Il punto sul mercato di Integrae SIM
Insights 28 Lug 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Chi è il sapiente? Colui che sa di non sapere.” (Socrate)

Le Borse europee hanno chiuso in rialzo martedì in una seduta segnata dalla volatilità nel comparto tecnologico. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,3%, il FTSE 100 lo 0,8%, il CAC lo 0,6% e il DAX lo 0,4%, mentre il FTSE MIB ha ceduto lo 0,69%. Al centro dell’attenzione il ribasso dei produttori di attrezzature per chip, con ASML in calo dopo un articolo secondo cui la Cina starebbe producendo in serie macchine DUV proprie, riducendo potenzialmente la dipendenza dalle forniture occidentali. I mercati stanno anche elaborando le preoccupazioni sulla circolarità degli investimenti nell’intelligenza artificiale: le trattative di Nvidia per fornire un supporto da circa 250 miliardi di dollari al progetto di data center di OpenAI e SoftBank in Ohio sollevano interrogativi su chi stia davvero finanziando chi in questo ecosistema. Sul fronte diplomatico, Trump ha dichiarato buone possibilità di un accordo con l’Iran, pur avvertendo di nuovi attacchi in assenza di un’intesa, mentre Teheran ha smentito l’esistenza di negoziati formali. Lo Stretto di Hormuz resta il nodo centrale delle tensioni. Sul fronte macro, la fiducia dei consumatori francesi e le vendite al dettaglio spagnole hanno superato le attese.

Wall Street divisa: il Dow vola, il Nasdaq cede, la rotazione domina

Wall Street ha chiuso in territorio misto martedì, con una marcata rotazione sotto la superficie. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,62%, il Russell 2000 lo 0,83% e l’S&P 500 lo 0,37%, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,20%. I titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di quasi tre a uno, con la versione a pari peso dell’S&P 500 che ha sovraperformato quella a capitalizzazione di circa 80 punti base. Il momentum ha continuato a cedere terreno, con i semiconduttori e le infrastrutture per l’intelligenza artificiale sotto pressione per i timori sui ritorni degli investimenti, la concorrenza dei modelli open source cinesi e le preoccupazioni sulla circolarità dei flussi di capitale nel settore. La delusione post-trimestrale di Corning, Amkor e Carrier ha alimentato la narrativa di un livello di aspettative irrealizzabile. A compensare, la big tech selezionata e i settori ciclici hanno sovraperformato. Segnali più distensivi sull’Iran, con mediatori che riferiscono di essere vicini a un’intesa, hanno sostenuto il sentiment. Il mercato resta in attesa dei principali appuntamenti della settimana: le trimestrali di Meta e Microsoft mercoledì, quelle di Apple e Amazon giovedì, e la decisione della Fed mercoledì sera.

La Bce aspetta settembre

La Bce ha confermato giovedì scorso i tassi invariati con un tono rigido, tenendo aperta la porta a un rialzo dei tassi a settembre. UBS Wealth Management condivide lo scenario di base, ma ritiene che i mercati abbiano esagerato: le aspettative implicite nei prezzi indicano un tasso sui depositi verso il 3% nei prossimi 12 mesi, con un rialzo a settembre al 2,50% e un ulteriore aumento al 2,75% entro l’inizio del 2027. La banca prevede invece un calo dei rendimenti nel corso dell’anno, citando livelli di partenza elevati, una dinamica tecnica favorevole e fondamentali solidi, con una preferenza per le scadenze medie, con estensioni selettive fino a dieci anni, sui titoli di Stato tedeschi, olandesi e austriaci. Il capo economista Lane ha indicato che la revisione di settembre dipenderà dai dati, in particolare dalla persistenza dei prezzi energetici elevati. Il presidente della Bundesbank, Nagel, ha definito i rischi di inflazione “altamente fragili”, anche se la crescita salariale continua a moderarsi e gli effetti di seconda tornata non si sono ancora materializzati. A fare da contrappeso, l’attività del settore privato dell’Eurozona ha toccato il livello più alto in cinque mesi la settimana scorsa e i costi degli input si sono raffreddati fino ai minimi da inizio del conflitto in Iran.