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Insights 3 Lug 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“L’uomo è misura di tutte le cose.” (Protagora)

Le Borse europee hanno chiuso in rialzo giovedì, ignorando il ribasso dei titoli della memoria in Asia della notte precedente, che aveva seguito un calo del 6% dell’indice dei semiconduttori americano. Lo Stoxx 600 ha guadagnato l’1,4%, il DAX il 2,1%, il FTSE 100 l’1,7%, il CAC e il FTSE MIB l’1,6% ciascuno. Il ritracciamento del fattore momentum resta il tema dominante, con semiconduttori e memoria sotto pressione per i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale e per le resistenze sui costi degli input. Il calo del petrolio, favorito dalla riapertura dello Stretto di Hormuz e dalle notizie di un eccesso di offerta sul mercato globale, ha favorito i settori difensivi. Sul fronte dei banchieri centrali, il panel di Sintra di mercoledì ha visto Warsh, Lagarde e Bailey allineati su un messaggio comune: comunicare meno sul futuro della politica monetaria. Warsh ha evitato di fornire indicazioni sulla prossima mossa della Fed, Lagarde ha difeso la decisione di alzare i tassi a giugno e Bailey ha ribadito le ragioni per cui la Bank of England resta ferma. Il mercato continua a prezzare almeno altri 25 punti base di rialzo dalla Bce entro fine anno.

Wall Street divisa

Wall Street ha chiuso in territorio misto giovedì, in una seduta che ha registrato movimenti molto diversi a seconda del segmento di mercato. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,14%, mentre l’S&P 500 ha chiuso invariato e il Nasdaq ha perso lo 0,80%, con il Russell 2000 in calo dello 0,55%. La versione a pari peso dello S&P 500 ha sovraperformato quella a capitalizzazione di circa 70 punti base, aggiornando i massimi storici di chiusura. Il ritracciamento del momentum ha pesato ancora sui semiconduttori e sulla memoria, mentre il dato sui posti di lavoro non agricoli, più debole del previsto, ha ridotto la pressione sui tassi a breve termine, favorendo i settori difensivi. Il petrolio ha chiuso piatto ma ha archiviato la quarta settimana consecutiva in calo. La settimana prossima sarà tranquilla sul fronte macro, con l’ISM dei servizi e i verbali del FOMC come principali appuntamenti, mentre l’attenzione si sposterà progressivamente sulla stagione delle trimestrali del secondo trimestre, attesa per portare una seconda crescita consecutiva degli utili superiore al 20%.

La Bce si divide a Sintra: un altro rialzo o una pausa?

La conferenza di Sintra ha messo in luce profonde divisioni all’interno del Consiglio direttivo della Bce sul passo successivo al rialzo di giugno. Il capo economista Lane ha avvertito che le forze inflazionistiche legate alla guerra iraniana stanno ancora agendo nell’economia, mentre altri membri del Consiglio si sono detti incoraggiati dal calo del petrolio e dall’assenza di evidenze di effetti di seconda tornata più ampi. Stournaras ha definito il dato sull’inflazione di giugno una “grande sorpresa al ribasso”, suggerendo che la Bce potrebbe non aver bisogno di un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse. Gli analisti riflettono le stesse divisioni: Capital Economics ritiene che l’inflazione inferiore alle attese renda improbabili ulteriori rialzi se i prezzi energetici restano ai livelli attuali; Commerzbank sostiene invece che le aziende continueranno a trasferire sui prezzi i costi energetici ancora elevati, rendendo probabile un altro rialzo a settembre; Jefferies vede la Bce ferma se il petrolio resta vicino ai livelli attuali; Berenberg giudica il rialzo di giugno un errore non necessario e avverte che un secondo aumento a settembre aggraverebbe la situazione; Nordea si colloca nel mezzo, ritenendo che i dati recenti riducano la probabilità di una mossa a luglio senza escludere un intervento successivo. Il mercato, almeno per ora, scommette ancora su almeno 25 punti base di rialzo entro fine anno.