Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Ogni uomo è artefice del proprio destino.” (Appio Claudio)
Le Borse europee hanno vissuto martedì una seduta priva di grandi catalizzatori, chiudendo però in netto rialzo: lo Stoxx 600 a +0,9%, il DAX a +1,5%, il FTSE MIB a +1%, il FTSE 100 a +0,5% e il CAC a +0,4%. I mercati hanno ormai archiviato gli sviluppi più drammatici della crisi iraniana. Il cessate il fuoco regge nonostante alcuni scambi sporadici di colpi, limitando il rialzo del petrolio, mentre proseguono i colloqui tecnici tra le parti. Sul fronte della politica monetaria, la presidente della Bce, Lagarde, ha aperto la conferenza annuale di Sintra sostenendo che l’Europa sta diventando meno vulnerabile agli shock economici: pur riconoscendo che il continente continuerà a subire shock capaci di allontanare l’inflazione dal target, ha sottolineato che gli effetti sull’economia reale risultano oggi più contenuti rispetto al passato. Fonti citate da Reuters segnalano, nel frattempo, che il calo più rapido del previsto dei prezzi energetici nell’ultima settimana ha ridotto ulteriormente la pressione sulla Bce per un rialzo a luglio, anche se la porta a un piccolo aumento successivo resta aperta. Gli analisti sell-side guardano all’Europa con occhi sempre più ottimisti, complici il miglioramento del quadro macroeconomico, attese sugli utili più solide e la riduzione del rischio geopolitico. Cresce anche l’interesse degli investitori per i titoli che potrebbero beneficiare degli effetti indiretti della diffusione dell’intelligenza artificiale sull’economia reale.
Wall Street chiude il miglior trimestre in sei anni: i semiconduttori da record
Wall Street ha chiuso in rialzo martedì, terminando vicino ai massimi di seduta in una giornata tranquilla che ha suggellato un trimestre straordinario. Il Nasdaq ha guadagnato l’1,52%, l’S&P 500 lo 0,79%, il Dow Jones lo 0,26% e il Russell 2000 lo 0,46%. S&P 500 e Nasdaq hanno archiviato il miglior trimestre in sei anni, con i semiconduttori che hanno chiuso il migliore dalla nascita dell’indice di settore nel 1993. Il fattore momentum ha guidato ancora il mercato in assenza di catalizzatori specifici, anche se la rotazione verso settori più ampi ha mostrato segnali di stallo, con i titoli in calo che hanno superato quelli in rialzo e la versione a capitalizzazione pari dell’S&P 500 rimasta indietro rispetto a quella a capitalizzazione ponderata. Il mercato guarda ora alle dichiarazioni del presidente della Fed, Warsh, attese mercoledì, e al dato sui posti di lavoro non agricoli di giovedì, quest’ultimo atteso a confermare la solidità del mercato del lavoro americano con un altro mese di creazione di posti di lavoro superiore a 100.000 unità. Cresce anche l’attesa per la stagione delle trimestrali del secondo trimestre, che dovrebbe portare a una seconda crescita consecutiva degli utili superiore al 20%, sostenuta dagli investimenti nell’intelligenza artificiale e dal calo dei prezzi del petrolio.
JPMorgan diventa il più grande rialzista sull’Europa: Stoxx 600 a 680 punti
Il sentiment degli analisti sull’Europa sta cambiando rapidamente. JPMorgan ha alzato il target di fine anno sullo Stoxx 600 a 680 punti da 630, e quello sull’MSCI Eurozona a 420 da 385, sostenendo che l’Europa potrebbe diventare una storia di investimento particolarmente convincente se i mercati continueranno a smantellare il premio al rischio accumulato durante il conflitto mediorientale e se la leadership di mercato si allargherà oltre un gruppo ristretto di titoli. La banca prevede una crescita degli utili di circa il 20% nel 2026, dopo la contrazione dell’anno scorso, sostenuta dal miglioramento dell’attività economica, dalle politiche di supporto, dal calo dei prezzi del petrolio, dalla discesa dei rendimenti obbligazionari, dalla riduzione dei rischi legati ai dazi e da un possibile recupero della Cina. Un ulteriore argomento a favore dell’Europa è che gli investitori globali restano ancora sottopesati sulla regione, lasciando spazio a ulteriori afflussi qualora il sentiment dovesse continuare a migliorare. La nuova stima di JPMorgan supera il precedente record di 670 punti, fissato da Barclays e HSBC nel sondaggio di Bloomberg di inizio mese, consolidando la banca come la più ottimista tra gli strategist sul mercato azionario europeo.