Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Il mondo è un libro, e chi non viaggia ne legge solo una pagina.“ (Sant’Agostino)
Le Borse europee hanno chiuso la settimana con una seduta in calo venerdì, in un mercato tranquillo che resta comunque in linea con una performance settimanale positiva. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,2%, il CAC lo 0,6%, il FTSE 100 lo 0,4% e il DAX lo 0,2%, mentre il FTSE MIB ha guadagnato lo 0,31%. Il vicepresidente americano Vance ha posticipato il viaggio in Svizzera per i colloqui con l’Iran, un rinvio che gli analisti collegano alla ripresa degli scontri tra Israele e Hezbollah, con un attacco israeliano nel sud del Libano registrato giovedì. Il forte calo del petrolio della settimana resta comunque il principale fattore di supporto per i mercati europei. Sul fronte delle banche centrali, la giornata ha messo in luce divergenze crescenti tra i diversi istituti dopo gli aggiornamenti di giovedì: gli analisti sell-side iniziano a ipotizzare che la Bank of England possa restare ferma per il resto dell’anno, mentre la Norges Bank norvegese è vista pronta ad alzare i tassi nel corso dell’estate. La SNB svizzera è considerata fuori dai giochi almeno fino al 2027, con un rischio ridotto di intervento sul cambio. Sul fronte della Bce, le parole del capo economista Lane e del governatore belga Wunsch suggeriscono che potrebbe restare solo un altro rialzo in agenda.
Wall Street chiusa per festività
Con i mercati americani fermi per la festività del Juneteenth, la giornata di venerdì è stata interamente dedicata all’Europa, dove gli investitori hanno continuato a digerire le implicazioni dell’accordo iraniano e gli aggiornamenti delle banche centrali della settimana. L’assenza di Wall Street ha ridotto i volumi di scambio, ma non ha impedito ai mercati europei di chiudere la settimana in territorio nettamente positivo, sostenuti soprattutto dal crollo del petrolio che ha ridotto le pressioni inflazionistiche e aperto la strada a un possibile allentamento del ciclo restrittivo delle banche centrali europee.
Gli strategist alzano i target sull’Europa: la rotazione settoriale può allargare il rally
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha migliorato sensibilmente le prospettive per le azioni europee nella seconda metà dell’anno, spingendo diverse banche d’investimento a rivedere al rialzo i target di fine anno. Goldman Sachs, Barclays e Société Générale hanno tutte alzato le stime, con la media che ora prevede lo Stoxx 600 a chiudere il 2026 a 640 punti, rispetto ai circa 636 attuali. Il calo del Brent, ai livelli più bassi da inizio marzo, ha attenuato i timori di un’inflazione persistente legata al petrolio, aprendo, secondo gli analisti, la strada a un allargamento del rally attraverso la rotazione settoriale. Barclays e HSBC sono le più ottimiste, con target alzati a 670 punti, mentre altre banche segnalano un potenziale di recupero per i titoli del lusso e dei consumi, finora rimasti indietro. Anche Deutsche Bank ha chiuso la propria posizione di sovrappeso sugli Stati Uniti rispetto all’Europa, passando a un giudizio neutrale: secondo la banca, i precedenti vantaggi americani, il maggiore gap di crescita degli utili e la minore sensibilità agli shock energetici si stanno riducendo, mentre l’Europa è destinata a beneficiare maggiormente di una riapertura duratura dello Stretto di Hormuz. Il sentiment resta però contrastante: l’ultimo sondaggio di Bank of America tra i gestori di fondi mostra un 4% netto di investitori che si attende un calo delle azioni europee nei prossimi mesi, la lettura più pessimista da settembre 2024, anche se il 71% prevede guadagni nei prossimi dodici mesi e la cautela resta limitata al breve termine.