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Insights 7 Giu 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Il capitalismo senza fallimento è come la religione senza peccato.” (Allan Meltzer)

Venerdì scorso le Borse europee hanno chiuso in territorio prevalentemente negativo in una seduta condizionata dal pesante ribasso del settore tecnologico in Asia durante la notte, anche se il mercato europeo ha mostrato una tenuta relativa rispetto agli Stati Uniti. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,3%, il DAX lo 0,7%, il FTSE MIB lo 0,56%, il CAC lo 0,3%, mentre il FTSE 100 ha guadagnato lo 0,1%. Sul fronte diplomatico iraniano, fonti hanno riferito che Teheran ha comunicato al Pakistan la disponibilità a trasferire parte delle scorte di uranio arricchito in un paese terzo di propria scelta, un segnale incoraggiante ma privo di conferme ufficiali. Trump ha dichiarato i colloqui sul cessate il fuoco nelle “fasi finali”, mentre Israele ha raggiunto una tregua con il Libano, subito rifiutata dagli Hezbollah. Sul fronte commerciale, la proposta americana di nuovi dazi di almeno il 10% sulle importazioni legate al lavoro forzato ha tenuto alta la tensione. La settimana si è chiusa con la conferma che la Bce alzerà i tassi di 25 punti base nella riunione dell’11 giugno, ormai considerata una certezza dai mercati: l’inflazione core dell’Eurozona ha raggiunto il 3,2% a maggio, il livello più alto in quasi tre anni, con la componente core al 2,5% e i servizi al 3,5%. I banchieri centrali tedeschi Schnabel e Wunsch hanno ribadito la necessità di agire, con Schnabel che ha avvertito che le ricadute inflazionistiche della guerra iraniana non possono più essere ignorate e che i danni alle catene di approvvigionamento potrebbero rivelarsi duraturi. A parziale contrappeso, la Commissione Europea ha proposto nuove leggi per rafforzare le industrie europee del cloud, dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori.

Wall Street crolla: i semiconduttori trascinano il peggior Nasdaq da aprile 2024

Venerdì scorso Wall Street ha archiviato la settimana con la perdita più pesante da mesi. Il Nasdaq ha registrato la peggior settimana dalla svendita del “Liberation Day” dell’aprile 2024, cedendo il 4,18% nella sola seduta di venerdì. L’S&P 500 ha perso il 2,64%, il Russell 2000 il 3,47% e il Dow Jones l’1,35%. La striscia di nove settimane consecutive di rialzi dell’S&P 500 si è interrotta. Il protagonista negativo è stato il comparto dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale, colpito da vendite senza un catalizzatore specifico ma accentuate dai risultati deludenti di Broadcom del giorno prima e da dinamiche tecniche di un mercato che aveva accumulato posizioni ai livelli di ipercomprato. Il rialzo dei rendimenti obbligazionari, che hanno superato soglie tecniche chiave, ha aggiunto pressione, anche se i difensivi hanno tenuto meglio del resto del mercato. Il dato sul mercato del lavoro americano di maggio, più forte del previsto, ha confermato la solidità del ciclo economico ma ha alimentato le aspettative di tassi più alti per più a lungo, togliendo supporto alle valutazioni dei titoli a lunga duration. Sul fronte delle notizie societarie, è circolata la notizia di una possibile offerta di azioni da parte di Meta.

Il rally tecnologico europeo si ferma: dopo il +33% arriva la correzione

La corsa straordinaria del settore tecnologico europeo, che aveva guadagnato oltre il 33% dallo Stoxx 600 nelle ultime settimane, la performance migliore tra tutti i settori dell’indice, si è fermata venerdì con vendite diffuse. ASML, ASM International, Besi e Aixa sono stati tra i titoli più penalizzati in quello che appare come un reset generalizzato dopo uno dei rally più intensi degli ultimi anni. L’indice mondiale dei semiconduttori MSCI aveva guadagnato circa il 50% in soli due mesi. Barclays aveva già avvertito nei giorni scorsi che il momentum iniziava a sembrare fragile, con i segnali di stanchezza del rally e il progressivo esaurimento degli acquisti da parte dei fondi speculativi e degli investitori sistematici, che erano stati tra i principali motori del rimbalzo dai minimi di marzo. Metzler ha parlato di prese di profitto fisiologiche, mentre Degroof Petercam ha definito la correzione un meccanismo sano per riportare il sentiment a livelli più equilibrati. A complicare il quadro per le prossime settimane, il rialzo della Bce atteso per l’11 giugno, un possibile secondo aumento a luglio o settembre, i colloqui di pace iraniani ancora fermi e una serie di eventi potenzialmente destabilizzanti che rendono giugno un mese ad alto rischio per i mercati.