Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Chi ha fretta non va lontano.” (Proverbio cinese)
Le Borse europee hanno chiuso in calo mercoledì, senza riuscire a trovare slancio nella prima parte della giornata. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,4%, il CAC l’1%, il DAX lo 0,3%, il FTSE MIB lo 0,25% e il FTSE 100 lo 0,2%. I mercati restano prudenti a causa di notizie contrastanti sull’Iran: Trump ha annunciato un’estensione del cessate il fuoco, ma Axios ha chiarito che non si tratta di un accordo permanente e che dovrebbe durare solo pochi giorni, il tempo necessario all’Iran per trovare una posizione comune. Il blocco navale americano rimane attivo, aumentando le preoccupazioni sulle forniture di prodotti raffinati e GNL. L’unico settore in controtendenza è stato quello tecnologico, sostenuto dai buoni risultati di ASM International. Per quanto riguarda la politica monetaria, Lane e Rehn della BCE hanno sostenuto l’emissione di debito comune europeo per favorire gli investimenti e la trasmissione della politica monetaria. Kazaks ha detto che la BCE può permettersi di aspettare sui tassi, con i dati attuali rassicuranti e le aspettative di inflazione ancora sotto controllo nonostante i prezzi energetici più alti. Il mercato attribuisce circa il 15% di probabilità a una mossa ad aprile. Intanto, la Commissione Europea ha presentato un pacchetto di emergenza energetica per rispondere allo shock in corso.
Wall Street ignora il petrolio e sale ancora: tech e AI guidano il rally
Wall Street ha chiuso in rialzo mercoledì, in una giornata piuttosto tranquilla, con S&P 500 e Nasdaq vicini a nuovi record. Il Dow Jones è salito dello 0,69%, l’S&P 500 dell’1,05%, il Nasdaq dell’1,64% e il Russell 2000 dello 0,74%. Il prolungamento del cessate il fuoco ha permesso ai mercati di ignorare l’aumento del prezzo del petrolio, e le azioni hanno continuato a salire anche se i rendimenti hanno dato solo un supporto limitato. Il settore tecnologico ha guidato ancora una volta il rialzo, con i semiconduttori che hanno segnato la sedicesima seduta positiva di fila, grazie alle continue notizie favorevoli sull’intelligenza artificiale. La prossima settimana sono attesi i risultati dei Magnifici Sette, che potrebbero dare ulteriore slancio al tema AI. Tuttavia, ci sono alcune preoccupazioni sulla partecipazione al rialzo: l’S&P 500 a pari peso ha fatto peggio rispetto alla versione a capitalizzazione, segno che il rally è concentrato su pochi titoli. Per quanto riguarda le trimestrali, i dati del primo trimestre continuano a migliorare rispetto a livelli già alti, anche se le previsioni delle aziende sono più prudenti e il rapporto tra revisioni positive e negative degli utili sta peggiorando.
La Bce aspetta: aprile è quasi certamente fuori gioco
La riunione della BCE del 30 aprile si avvicina e sembra sempre più probabile una pausa. Secondo il Financial Times, sia i policymaker che gli analisti pensano che i dati attuali non giustifichino un inasprimento della politica monetaria, sottolineando che il 2026 non è il 2022. Kazaks ha detto che le aspettative di inflazione restano stabili e che gli effetti di secondo livello sono ancora limitati: con il petrolio in calo e i prezzi del gas europeo molto più bassi rispetto al 2022, non c’è fretta di intervenire. Anche il mercato è d’accordo, attribuendo solo circa il 15% di probabilità a una mossa ad aprile, rispetto alla quasi certezza di qualche settimana fa. La presidente Lagarde ha parlato di “doppia incertezza” riguardo alla durata del conflitto e alle sue conseguenze economiche, spiegando così la scelta di attendere. Oddo e ING condividono questa opinione, escludendo il rischio di una spirale prezzi-salari. ING aggiunge che un rialzo precauzionale potrebbe arrivare a giugno se l’inflazione core o le aspettative dovessero superare certi livelli. Eurointelligence, invece, ritiene che aspettare ad aprile sia un errore: secondo loro, la guerra con l’Iran ha già portato l’Eurozona verso lo scenario negativo del FMI, con uno shock energetico che potrebbe durare tra cinque e sei mesi.