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Insights 22 Gen 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

La diplomazia è l’arte di dire le cose più difficili nel modo più accettabile.” (Dwight D. Eisenhower)

Le borse europee hanno chiuso la seduta di giovedì in rialzo, pur restando nel complesso negative su base settimanale per l’indice Stoxx Europe 600. L’indice paneuropeo è salito dell’1%, Londra dello 0,1%, Francoforte dell’1,2%, Parigi dell’1% e Piazza Affari dell’1,36%. Il recupero del sentimento di rischio è stato favorito dal passo indietro del presidente Donald Trump sulla minaccia di imporre dazi all’Unione europea, dopo l’abbandono della richiesta di consentire agli Stati Uniti l’acquisto della Groenlandia. Trump ha parlato di un “quadro” per un futuro accordo, che includerebbe il progetto statunitense denominato “Golden Dome” e diritti sulle risorse minerarie, evitando così lo scenario peggiore di una escalation commerciale con ritorsioni incrociate. La mossa rientra nella strategia di escalation seguita da de-escalation già vista in passato. In precedenza, l’Unione europea aveva sospeso i lavori per finalizzare l’accordo commerciale con Washington e, nonostante la tregua sui dazi, i leader europei si riuniranno a Bruxelles per un vertice straordinario, riflettendo su un contesto in cui gli Stati Uniti vengono percepiti come alleato meno affidabile.

Wall Street sostenuta dalla distensione geopolitica

Negli Stati Uniti, le borse hanno chiuso in rialzo, anche se sotto i massimi di metà seduta. Il Dow Jones è salito dello 0,63%, lo S&P 500 dello 0,55%, il Nasdaq dello 0,91% e il Russell 2000 dello 0,76%. Lo S&P 500 e il Nasdaq restano leggermente negativi nella settimana, mentre il Russell 2000 ha segnato un nuovo massimo storico, confermando la forte sovraperformance delle piccole capitalizzazioni. I principali titoli tecnologici hanno mostrato un andamento positivo, con Meta Platforms e Tesla tra i migliori. Il mercato ha proseguito il recupero iniziato il giorno precedente, beneficiando del tono più morbido di Trump sulla Groenlandia e delle indicazioni di un possibile accordo in ambito NATO. Le piccole capitalizzazioni hanno battuto l’indice S&P 500 per la quattordicesima seduta consecutiva, la serie più lunga dal 1996, sostenute dall’ottimismo sui settori ciclici in un contesto di minori tensioni geopolitiche e di ritorno a una strategia economica orientata alla crescita. I dati più recenti hanno continuato a descrivere un’economia resiliente, pur contribuendo a una revisione delle attese sui tagli dei tassi di interesse, ora stimati dal mercato in circa 42 punti base entro fine anno.

Corsa delle small cap e rinnovato focus sull’intelligenza artificiale e sugli investimenti

L’avvio dell’anno è stato particolarmente favorevole per le piccole capitalizzazioni, con il Russell 2000 vicino a un rendimento da inizio anno del 10%, circa 800 punti base sopra lo S&P 500, e nuovi record storici. Goldman Sachs individua un quadro macroeconomico favorevole, sostenuto da crescita economica statunitense più forte, inflazione più contenuta e prospettive di allentamento monetario. Morgan Stanley ha segnalato che la crescita degli utili delle piccole imprese è ai massimi dal 2022, con un miglioramento diffuso rispetto alle grandi società, grazie a strutture di costo più leggere e a un maggiore potere di determinazione dei prezzi. Allo stesso tempo, resta aperto il tema della sostenibilità di questo cambio di leadership, anche alla luce delle valutazioni elevate. Parallelamente, il tema dell’intelligenza artificiale è tornato al centro dell’attenzione, con forza nel comparto dei semiconduttori, favorita dal ridimensionamento delle tensioni commerciali e dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, che a Davos ha parlato di investimenti infrastrutturali per migliaia di miliardi di dollari necessari nei prossimi anni. Fonti di Bloomberg hanno inoltre indicato che l’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, sarebbe in Medio Oriente per un nuovo round di finanziamento che potrebbe raccogliere almeno 50 miliardi di dollari.