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Insights 2 Ago 2022

Il punto sul mercato di Integrae SIM

«Si può fare tutto, ma la famiglia non si può lasciare» (Gianni Agnelli)

Exor lascia ufficialmente la Borsa di Milano per trasferirsi in quella di Amsterdam, sempre all’interno della galassia Euronext. Il trasferimento dei titoli permetterà di allineare il listino di quotazione della società con la struttura legale di holding olandese, scelta avvenuta alcuni anni fa per motivi fiscali. Per Piazza Affari potrebbe anche trattarsi di un evento positivo. Secondo un’analisi condotta da Allianz Bank Financial Advisor l’indice FTSE MIB dall’introduzione dell’Euro nel 1999, ha realizzato una performance flat (inclusi i dividendi), mentre nello stesso periodo il Dax ha guadagnato il 145%, persino l’indice spagnolo ha fatto meglio +94%. Ad anni luce di distanza l’S&P500 +573%. Un movimento che si spiega in gran parte con il peso “eccessivo”, di banche, assicurazioni ed energetici “sporchi”, nell’indice delle blue chip. Tutti settori in declino “secolare” per la bassa esposizione ai mega trend della tecnologia, del green e dell’invecchiamento della popolazione. La situazione si allinea a quella finanziaria internazionale se considera invece la performance dell’indice STAR o l’Euronext Growth Milan, che ospitano le PMI di eccellenza italiana. Se quindi l’uscita di scena di Exor, dovesse fare posto, nell’FTSE Mib, a un’azienda esposta ai trend di successo, per Piazza Affari potrebbe essere una bella notizia.

Più investitori, più rischi per il mercato?

Più investitori in Borsa nonostante la pandemia. Lo rileva la Consob secondo la quale il lockdown ha avvicinato 185mila italiani a Piazza Affari. Dal confronto con gli investitori attivi prima della pandemia emerge inoltre che i “nuovi investitori” sono mediamente più giovani di dieci anni, con un’incidenza dei maschi maggiore rispetto alla popolazione di investitori pre-lockdown e, infine, più abili nel conseguire un profitto. La ricerca evidenzia infine come i periodi di lockdown, e più in generale la pandemia di Covid, abbiano determinato un cambio nella popolazione degli investitori retail sul mercato azionario italiano, con un incremento della quota che tali investitori presentano sul mercato. Una notizia che si presta a diverse interpretazioni e scelte di carattere strategico per gli operatori di mercato. Più investitori non vuole dire necessariamente più “qualità”, dal momento che l’educazione finanziaria è uno dei gap strutturali del nostro Paese. Nell’attuale contesto di “bear market” il rischio che i nuovi entranti subiscano perdite, anche importanti, disaffezionandosi così all’investimento sul mercato dei capitali è elevato. Inoltre la presenza di operatori poco “educati” potrebbe fare aumentare la volatilità.

Ad agosto mercato mio, ti conosco

Nel mese di agosto i mercati finanziari sono in attesa di conferme, dopo che luglio si è chiuso con Milano sul podio d’Europa per performance. A consolidare il movimento rialzista dovrebbero essere le trimestrali che, anche per quanto riguarda Piazza Affari, stanno battendo le attese. Intesa Sanpaolo ha confermato, per fine 2022, un utile netto superiore ai 4 miliardi di euro (in linea con il record storico dell’anno precedente), così come un pay out del  70% nell’orizzonte di piano ovvero sino al 2026. Ciò si traduce in 2,6 miliardi di euro di dividendi, di cui 2.2 miliardi in distribuzione nel dicembre prossimo come acconto della cedola dell’anno in corso. A ciò si aggiunga il piano di buyback, e 900 milioni di euro di ricavi aggiuntivi ogni +100 punti base di rialzo dei tassi di interesse in Europa. Intesa è al vertice del sistema bancario italiano, sopvrappesato sul listino italiano, che quindi ha buone prospettive di continuare a salire in questo scenario. Meno ottimista Citigroup, che si aspetta una profonda recessione in arrivo in Europa, con conseguente taglio stime dei profitti delle blue chip del 10%. Staremo a vedere. Per ora godiamoci il rialzo.

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