Home / Insights / Il punto sul mercato di Antonio Tognoli 21.07.2021
Insights 21 Lug 2021

Il punto sul mercato di Antonio Tognoli 21.07.2021

貓想要魚,但不想弄濕它的爪子。Il gatto desidera i pesci, ma non vuole bagnarsi le zampe. Tradotto, si vuole rendimento ma senza rischio. Non è possibile.

Cosa ha portato i risparmiatori ad acquistare titoli di Stato di fronte ad un aumento dell’inflazione e un irrobustimento della crescita. Solo un mese fa il rendimento dei treasury USA a 10 anni raggiungeva l’1,8% e si discuteva quando avrebbe superato la soglia del 2%. Oggi siamo nell’intorno dell’1,3% e si discute di quando raggiungerà di nuovo l’1%. Una chicca statistica: i rendimenti del treasury a 10 anni sono diminuiti per otto giorni consecutivi, evento verificatosi meno di 10 volte negli ultimi due decenni. La flessione dei rendimenti può significare che le aspettative di inflazione sono scese significativamente oppure che la liquidità sul mercato è talmente elevata che da qualche parte deve pur andare (come noto la Fed sta sempre facendo manutenzione sulla liquidità in eccesso che ormai ha raggiunto il trilione di dollari e per questa via è in grado di meglio controllare i rendimenti del mercato). Probabilmente la risposta sta nel mezzo.

Le aspettative di crescita economica si stanno rivelando leggermene più modeste del previsto (vedremo se a causa della prevista nuova ondata) e quindi le aspettative di una crescita fulminea dei prezzi si stanno ridimensionando. Dall’altra parte l’opera della Fed è costante nel tenere i rendimenti reali schiacciati, visto che non ha intenzione di toccare i tassi prima delle elezioni di novembre 2022. Siamo di fatto tornati ad uno scenario Goldilocks, dove l’economia non è troppo calda ne troppo fredda e quindi non vi sono rischi di inflazione né di recessione. La domanda è per quanto tempo. Nello scenario appaiono elementi contraddittori (fra tutti, le implicazioni sul cambio e la falsa percezione della rischiosità degli assets) che però il mercato sembra ignorare. Elementi che conducono inevitabilmente verso un aumento della volatilità. In questo scenario rimaniamo convinti che la strategia corretta continui ad essere quella della diversificazione degli investimenti, la sola in grado di ridurre il rischio non sistematico.