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Insights 31 Ott 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Il problema economico è un problema di conoscenza.” (Friedrich von Hayek)

Venerdì scorso le Borse europee hanno chiuso la settimana in ordine sparso: il DAX ha perso lo 0,9%, lo Stoxx 600 lo 0,4%, il CAC è rimasto invariato, il FTSE 100 ha guadagnato lo 0,1% e il FTSE MIB ha ceduto l’1%. Il filo conduttore della giornata è stato il messaggio delle banche centrali. La BCE ha lasciato i tassi fermi, ma lo scenario più accreditato prevede un rialzo a dicembre, a meno che la crescita non peggiori in modo netto; alcune fonti hanno parlato di una stretta seguita da una pausa. La Banca del Giappone ha mantenuto la politica invariata con un voto di 8 a 1, come atteso, e ha dichiarato che l’inflazione di fondo ha sostanzialmente raggiunto il 2%, segnalando però rischi al rialzo legati al Medio Oriente, alla domanda di intelligenza artificiale e al debole yen. Il mercato attribuisce all’80% una stretta a dicembre. Sul fronte dei conti, il PIL dell’Eurozona del terzo trimestre ha superato le attese, nonostante i dati deludenti di Francia e Italia, mentre Germania, Paesi Bassi e Austria hanno sorpreso positivamente e la Spagna è stata in linea con le attese. Le indagini della BCE mostrano che gli esperti sono pronti a rivedere al rialzo le previsioni sull’inflazione nel breve periodo, mentre le imprese non finanziarie segnalano una crescita ancora presente nel terzo trimestre. Le richieste di sussidio di disoccupazione in Germania sono aumentate di poco, come previsto.

Nasdaq in calo, difensivi in rialzo

Wall Street ha chiuso la settimana in calo, con la seduta di venerdì tra le più pesanti: il Nasdaq ha ceduto il 2,86%, lo S&P 500 l’1,82%, il Russell 2000 l’1,66%, il Dow Jones l’1,09%. A pesare è stata la tecnologia, dopo conti che hanno confermato la solidità dell’AI senza entusiasmare il mercato. Amazon è scesa dopo i risultati, con la pubblicità in rallentamento e un piano di investimenti in forte aumento per il prossimo anno, mentre Alphabet ha perso terreno per il timore di un rallentamento della crescita della ricerca online. Intel ha tagliato le indicazioni sul mercato dei PC, a causa della scarsità di memorie e dell’aumento dei costi dei componenti, nonostante risultati solidi nei data center. Ha pesato anche l’attesa per la quotazione di Anthropic: secondo il Financial Times, Blackstone avrebbe avvertito gli investitori che la società potrebbe non ottenere un rating investment grade dopo il debutto. I Treasury sono saliti come rifugio, mentre il petrolio è rimasto forte in attesa di una possibile ripresa dei combattimenti in Iran dopo le elezioni di metà mandato. La discesa, però, non è stata una fuga generale: nove degli undici settori dell’S&P 500 hanno chiuso la settimana in rialzo, con i difensivi e l’energia a tenere. Tra i dati positivi restano la domanda di calcolo, i portafogli ordini e i consumi, sebbene la fascia di reddito più bassa mostri segnali di difficoltà.

Capex fermo, dubbi sul finanziamento

Il punto che il mercato fatica a digerire è la distanza tra i conti dell’AI e il denaro necessario a sostenerla. Gli utili reggono, ma le grandi società devono finanziarsi: Microsoft prepara un’emissione di obbligazioni da oltre 25 miliardi di dollari, e la notizia ha messo sotto esame il piano di costruzione dei data center. Nei giorni scorsi il tema era il costo del capitale; oggi è anche la quantità di debito che le aziende possono assorbire senza diventare vulnerabili. Il dato più rilevante, però, è un altro: nessun aumento delle indicazioni di spesa in conto capitale da parte dei grandi fornitori di servizi cloud per il 2026. Per mesi, quella spesa è stata il motore della narrativa su chip e infrastrutture, e senza nuovi investimenti da parte dei clienti, i fornitori di hardware perdono la leva che li ha sostenuti. Sullo sfondo restano l’aumento dei costi del gasolio, della logistica e delle memorie, una domanda di consumo sempre più selettiva e un mercato immobiliare debole, zavorrato da tassi d’interesse elevati. Alcuni analisti sostengono che una maggiore disciplina negli investimenti potrebbe aiutare a invertire il sentiment negativo nei confronti delle grandi tecnologiche. Il problema, però, è che la disciplina significa meno spesa, e meno spesa significa meno crescita per chi vende l’infrastruttura. Se la spesa non cresce e il debito costa di più, il motore dell’AI dovrà trovare altro carburante, oppure il mercato dovrà accettare che rallenti.