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Insights 28 Ott 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.” (George Santayana)

Mercoledì le Borse europee hanno chiuso quasi ferme, in attesa della Fed e della nuova ondata di conti dei grandi fornitori di cloud: lo Stoxx 600 e il FTSE 100 hanno guadagnato lo 0,1%, il DAX lo 0,4%, il FTSE MIB lo 0,4%, mentre il CAC è rimasto invariato. Il comparto dell’intelligenza artificiale ha tenuto bene, ma sullo sfondo resta un’ombra: il rally dei titoli tecnologici è sempre più stretto, mentre il resto del mercato fatica a seguirlo. A dominare il dibattito è stato il petrolio. Secondo un report, la Casa Bianca avrebbe chiesto ai paesi del Golfo di prepararsi a una campagna militare breve ma intensa contro l’Iran, dopo le elezioni di metà mandato. È uno scenario già largamente atteso, tanto che il greggio ha in parte prezzato il rischio nelle ultime settimane. Il gas europeo TTF ha ceduto di poco, ma resta vicino ai massimi di dicembre 2022. A sostenere i prezzi è il blocco delle forniture dal Medio Oriente: le esportazioni dal Golfo Persico sono scese al 30% della normalità nel mese di ottobre, e il gruppo Qatar Energy non riprenderà i carichi per l’Edison italiana prima di fine dicembre. Anche le forniture norvegesi restano ridotte a causa di guasti nei giacimenti e negli impianti.

Tassi lunghi salgono, Fed ferma

Wall Street ha chiuso in rialzo, con il Russell 2000 in testa allo 0,41%, seguito da S&P 500 allo 0,28%, Nasdaq allo 0,27% e Dow Jones allo 0,19%. La partecipazione è stata leggermente negativa e lo S&P 500 a pesi uguali è tornato indietro rispetto a quello ponderato per capitalizzazione. A trainare il mercato è stato il comparto dell’AI, con i semiconduttori e le memorie in prevalenza in rialzo. Il calendario ha aiutato: i conti di SK Hynix hanno mostrato una visibilità della domanda più lunga del previsto, mentre Oracle ha alzato le attese sui flussi di cassa per il 2030, allentando in parte i timori sull’intensità degli investimenti. La Fed ha lasciato i tassi invariati, come atteso, e Warsh non ha dato indicazioni sul percorso successivo. Due membri, Cook e Hammack, hanno votato a favore di un rialzo di 25 punti base. Il tratto lungo della curva dei rendimenti, però, è salito con forza, e il divario tra scadenze brevi e lunghe si è allargato. Warsh ha riconosciuto che le condizioni finanziarie si sono irrigidite. Domani e giovedì attirano l’attenzione i conti delle grandi società del cloud, con il mercato concentrato sulla crescita dei ricavi e del portafoglio ordini.

Gas ai massimi dal 2022

Il petrolio è la superficie visibile di una crisi più profonda. Il gas è il punto in cui la tensione in Medio Oriente si traduce in un costo immediato per l’Europa. Il TTF resta vicino ai livelli più alti dal dicembre 2022, mentre il freddo che arriva gradualmente aumenta la domanda di riscaldamento proprio quando l’offerta è più scarsa. Il Golfo esporta ancora una frazione dei volumi normali, e il ritorno del Qatar per l’Italia è atteso non prima della fine dell’anno, con la Norvegia che limita le spedizioni per guasti tecnici. La settimana precedente il mercato aveva letto il rischio nei prezzi del greggio, ma il gas dice qualcosa di più concreto: i consumi invernali europei dipendono da forniture che, al momento, non sono disponibili. Se la domanda di riscaldamento resta alta e il Qatar non torna prima di fine dicembre, la domanda successiva dipenderà da quanto margine resti nelle scorte europee prima che il prezzo del gas debba correggere la domanda.