Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Solo la pace è santa.” (Leone XIV)
Martedì le Borse europee hanno chiuso in rialzo, con il DAX in crescita dello 0,7%, il CAC dello 0,5%, lo Stoxx 600 dello 0,5%, il FTSE MIB dello 0,9%, mentre il FTSE 100 ha ceduto lo 0,8%. A sostenere il clima sono stati il rimbalzo dell’intelligenza artificiale e il calo del petrolio, dopo che i ribassi della settimana avevano pesato sui titoli tecnologici. La spinta è arrivata anche da una minore pressione sui tassi, con i rendimenti in calo a seguito delle notizie dall’Iran. La Guida suprema iraniana ha detto che devono essere soddisfatte alcune condizioni per porre fine alla guerra, mentre funzionari dell’Arabia Saudita, della Turchia e del Pakistan hanno incontrato i leader iraniani a Teheran per ridurre la tensione. Resta però l’attesa di una ripresa dei combattimenti dopo le elezioni americane di metà mandato, a una settimana di distanza. In Francia la fiducia dei consumatori è scesa al livello più basso in tredici anni, a causa delle proteste, mentre la BCE registra una domanda di prestiti in calo per effetto dei tassi più alti, con i prestiti al settore privato stabili a settembre. Macron ha offerto agli studenti finanziamenti e riforme per porre fine alla protesta, mentre la Spagna ha allentato le regole sul consumo energetico dei data center.
L’AI guida Wall Street
Wall Street ha chiuso in rialzo, vicino ai massimi di giornata: il Nasdaq ha guadagnato l’1,18%, il Russell 2000 l’1,16%, lo S&P 500 lo 0,60%, il Dow Jones lo 0,03%. La partecipazione è stata mista e lo S&P 500 a pesi uguali è rimasto indietro di circa 60 punti base rispetto a quello ponderato per capitalizzazione. Il comparto dell’intelligenza artificiale ha guidato di nuovo il mercato, beneficiando della rimozione di alcune preoccupazioni sul finanziamento e del rinnovato interesse per la domanda di calcolo e per gli investimenti, che dovrebbe emergere dai conti dei grandi fornitori di cloud della settimana. Un sostegno è arrivato dai conti di Oracle e dai commenti positivi ai suoi annunci. Il petrolio più basso, con la speranza di una diplomazia in corso, ha dato un ulteriore aiuto, anche se non ci sono stati sviluppi concreti. Anche la fiducia dei consumatori americani, con un miglioramento della percezione del mercato del lavoro, ha sostenuto il clima. Domani è atteso il comitato della Fed di ottobre, che dovrebbe lasciare i tassi invariati e offrire poche indicazioni per dicembre.
Ribassisti contro utili in crescita
Il quadro europeo è diviso. Bank of America resta negativa sullo Stoxx 600, con un calo ulteriore del 10% previsto entro il secondo trimestre 2027. La banca è sottopesata su semiconduttori, beni capitali e miniere, e sovrappesata su alimentari, bevande e beni per la casa, cioè i settori considerati meno esposti all’AI, perché i mercati sarebbero sempre meno disposti a finanziare la costruzione di infrastrutture. Il movimento sarebbe il più netto passaggio dai ciclici ai difensivi dall’inizio della pandemia. Citi segnala un aumento delle scommesse ribassiste, con vendite nette su Dax ed Euro Stoxx 50, che hanno registrato il calo settimanale più forte da luglio. Di segno opposto è la lettura di Rothschild, che stima una crescita degli utili dello Stoxx 600 del 19,1% quest’anno e dell’8,9% nel 2027, con un multiplo di 13,9 volte gli utili, vicino alla mediana storica. Secondo la banca, la minore concentrazione europea nei titoli legati all’AI e il primo sostegno fiscale tedesco sono elementi di forza. UBS prevede una crescita degli utili intorno al 15% sia nel 2026 sia nel 2027, e sostiene che le valutazioni abbiano già scontato i rischi su energia, tassi e spread sovrani. Il nodo è tutto qui: se gli utili reggono, la discesa prevista da BofA richiede un peggioramento che i conti non mostrano ancora; se il mercato continua a finanziare meno l’AI, l’Europa dovrà dimostrare che i suoi utili non dipendono da quel ciclo.