Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Regola numero uno: non perdere mai denaro. Regola numero due: non dimenticare mai la regola numero uno.” (Warren Buffett)
Martedì le Borse europee hanno chiuso in lieve calo: lo Stoxx 600 a -0,1%, il FTSE 100 a -0,3%, il DAX a -0,1% e il CAC a -0,4%. A pesare è stata la nuova ondata di scetticismo sul comparto dell’intelligenza artificiale, che ha riportato gli operatori alla cautela. Il caso più evidente è quello della coreana Elice, scesa di oltre il 30% al debutto sul listino del Kosdaq, un segnale negativo per i cosiddetti neocloud, le società che affittano capacità di calcolo. I rendimenti delle obbligazioni di CoreWeave sono rimasti elevati, mentre il rimbalzo tecnico di lunedì nel settore non ha tenuto. Le notizie sul finanziamento dell’AI hanno dato il tono: secondo fonti di Reuters, OpenAI vuole accelerare la raccolta di circa 30 miliardi di dollari prima della quotazione di Anthropic, prevista a metà novembre, mentre Nscale sarebbe in trattative per un altro accordo da 45 miliardi di dollari con Anthropic. In Germania, l’indice ZEW della fiducia economica è arretrato dopo aver toccato, a settembre, il massimo degli ultimi sette mesi. Il cancelliere Merz ha sostenuto gli investimenti nell’AI e la riforma del welfare, e ha ricordato che a Francoforte le posizioni vacanti nel comitato esecutivo della BCE possono essere assegnate rapidamente, anche con il successore di Lagarde in lista.
Piccole imprese volano, Nasdaq fermo
Wall Street ha chiuso mista, con le società più piccole in testa: il Russell 2000 ha guadagnato l’1,65%, il Dow Jones l’1,02%, lo S&P 500 lo 0,28%, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,02%. Anche l’S&P 500 a pesi uguali ha sovraperformato. La partecipazione è stata ampia, con un mix di titoli difensivi e ciclici ben orientati. I titoli dell’AI si sono stabilizzati dopo il calo mattutino, in parte dovuto alla debole partenza di Elice. Le notizie sulle perdite di Anthropic nel primo semestre, riportate dai media, non hanno cambiato molto la narrazione. Il petrolio è sceso, con segnali di progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, anche se l’eventuale imminente intesa è stata smentita. Sui tassi, a catturare l’attenzione è stato il tratto lungo della curva, con le posizioni degli operatori al centro del dibattito. Il calendario è rimasto ricco di temi: operazioni nel software, dati deboli sul mercato immobiliare e, in vista dei conti dei grandi fornitori di cloud e dei produttori di chip della settimana, l’evento GTC Berlin di Nvidia.
Costi in salita, consumi tengono
Gli utili del terzo trimestre raccontano di un’economia che regge su più fronti, ma con costi in aumento. ABB ha segnalato una domanda forte e duratura per i data center e l’elettrificazione. KeyCorp e Synchrony hanno descritto una domanda dei consumatori resiliente, nonostante il sentiment debole; anche Hasbro e General Motors hanno parlato di consumi tenuti. Restano però segnali di debolezza nei beni discrezionali e pressioni sulle fasce di reddito più basse e più sensibili ai tassi d’interesse. A preoccupare è soprattutto l’inflazione dei costi: diverse società indicano le materie prime, il carburante, la logistica e le memorie come fonti di pressione sui costi. Sul fronte della spesa per la sicurezza, i risultati di Northrop Grumman confermano il boom degli investimenti nella difesa nazionale, mentre Halliburton ha posto l’accento sulla sicurezza energetica. La domanda è quindi semplice: se i costi continuano a salire mentre la domanda regge solo in parte, per quanto tempo le aziende potranno assorbirli senza alzare i prezzi?