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Insights 30 Lug 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La stabilità dei prezzi è il fondamento di ogni prosperità duratura.” (Paul Volcker, 1981)

Le Borse europee hanno chiuso in rialzo giovedì, ben al di sotto dei massimi di seduta, con le trimestrali europee a fare da traino in un contesto di dati macroeconomici migliori del previsto. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,7%, il FTSE MIB l’1,29%, il CAC lo 0,8%, il DAX lo 0,5%, mentre il FTSE 100 ha perso lo 0,1%. Il dato più rilevante della giornata è arrivato dal PIL dell’Eurozona nel secondo trimestre, cresciuto dello 0,4% trimestrale, il doppio del consensus di 0,2%, con la crescita annua accelerata all’1,0% rispetto allo 0,5% atteso. La crescita è stata sostenuta dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale, dalla spesa pubblica e da alcuni fattori temporanei, che hanno più che compensato il freno causato dai costi energetici elevati. La Spagna ha guidato il gruppo con un rialzo dello 0,7%, grazie alla solidità della domanda interna e ai forti flussi turistici dirottati dalle tensioni nel Golfo. Germania e Francia hanno registrato entrambe una crescita dello 0,2%, con Berlino che ha beneficiato di un rimbalzo delle esportazioni verso mercati asiatici colpiti più duramente dalle disintermediazioni energetiche e nei trasporti, e Parigi che ha registrato un recupero delle esportazioni del 2,6%. Nonostante la sorpresa al rialzo, la crescita in termini assoluti resta modesta e la maggior parte dei previsori mantiene stime per l’intero anno al di sotto dell’1%. Sul fronte della politica monetaria, la Bank of England ha lasciato i tassi invariati al 3,75% come atteso, ma con tre membri del comitato che hanno votato per un rialzo, rispetto ai due previsti, un segnale leggermente più rigido rispetto al consensus. Le letture sull’inflazione in Germania e in Spagna sono uscite leggermente sopra le attese, in anticipo rispetto al dato dell’Eurozona previsto per venerdì.

Wall Street rimbalza: il momentum torna, un hedge fund riduce il rischio sistemico

Wall Street ha chiuso in forte rialzo giovedì, con il Nasdaq a guidare i guadagni. Il Nasdaq ha guadagnato il 2,78%, l’S&P 500 l’1,66%, il Russell 2000 l’1,37% e il Dow Jones l’1,19%. Per la prima volta in sei sedute, però, la versione a pari peso dello S&P 500 ha sottoperformato quella a capitalizzazione di oltre 180 punti base, segnale che il rimbalzo è stato guidato dai grandi titoli tecnologici. Semiconduttori, memoria e infrastrutture energetiche per l’intelligenza artificiale sono stati i protagonisti positivi, con Microsoft come principale protagonista tra i Magnifici Sette e Meta come principale delusione. Il rimbalzo del momentum è stato la storia della giornata, alimentato da segnali che indicavano un ritracciamento in gran parte esaurito e dalle condizioni di ipervenduto accumulate nelle ultime settimane. Un fattore rilevante è stato la notizia che il fondo hedge Situational Awareness, colpito da pesanti perdite durante la svendita dei titoli legati all’intelligenza artificiale, ha liquidato tutte le posizioni pubbliche, riducendo i timori di un’ulteriore liquidazione disordinata e del rischio sistemico legato alla leva finanziaria nel settore. Le trimestrali hanno continuato a sostenere la tesi degli investimenti nelle infrastrutture di calcolo, anche se il dibattito sui ritorni resta aperto. I tassi si sono stabilizzati dopo la volatilità del giorno precedente legata alla riunione della Fed.

L’Eurozona sorprende: PIL doppio delle attese, ma la crescita resta fragile

Il dato sul PIL dell’Eurozona del secondo trimestre ha superato le aspettative in modo marcato, ma il quadro di fondo resta quello di un’economia che cresce meno del suo potenziale in un contesto di shock energetici e tensioni geopolitiche. La Spagna si conferma il paese più dinamico del blocco, con una crescita dello 0,7% trainata dai consumi delle famiglie, dalla ripresa degli investimenti nelle costruzioni e nella proprietà intellettuale e dai flussi turistici, che hanno beneficiato del calo dei viaggi verso il Medio Oriente. La Germania ha sorpreso con le esportazioni, avvantaggiata dalla maggiore difficoltà dei concorrenti asiatici di fronte alle stesse disintermediazioni energetiche e nei trasporti che hanno colpito l’Europa, anche se gli investimenti interni hanno continuato a calare. La Francia ha mostrato un rimbalzo nelle esportazioni, ma i consumi restano timidi, con il destoccaggio delle scorte come fattore frenante. Nonostante la sorpresa positiva, i principali istituti di previsione mantengono stime di crescita per l’intero 2026 ben al di sotto dell’1%, riflettendo la consapevolezza che i fattori temporanei che hanno sostenuto il secondo trimestre potrebbero non ripetersi e che la piena trasmissione dello shock energetico sui bilanci delle famiglie e delle imprese si farà sentire con ritardo.