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Insights 13 Mag 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Il denaro è un servo eccellente ma un padrone pessimo.” (Francis Bacon)

Le Borse europee hanno chiuso in rialzo mercoledì dopo una seduta volatile, con un recupero nel finale che ha permesso agli indici di chiudere in territorio positivo. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,6%, il DAX lo 0,6%, il FTSE MIB l’1%, il FTSE 100 lo 0,3% e il CAC lo 0,2%. In assenza di catalizzatori freschi, l’attenzione è rimasta concentrata sul summit Trump-Xi a Pechino, con l’aggiunta, all’ultimo momento, del CEO di Nvidia, Jensen Huang, alla delegazione americana, che ha dato una spinta al sentiment nel pomeriggio. Le anticipazioni sul vertice indicano un’estensione della tregua commerciale come scenario più probabile, con Washington che cerca impegni cinesi in materia di acquisti di prodotti agricoli, energia e aerei Boeing, mentre le due parti hanno discusso della creazione di un organismo bilaterale per gestire la relazione commerciale. Xi punta a ottenere da Trump una posizione più ferma a favore della sovranità cinese su Taiwan. Sul fronte iraniano, poco di nuovo: il cessate il fuoco regge in modo precario, ma la stampa continua a segnalare la sostanziale conservazione delle capacità militari iraniane, le preoccupazioni per il depauperamento delle riserve petrolifere e gli effetti a cascata sulle catene di approvvigionamento e sull’inflazione, in un momento in cui i costi per le famiglie sono già sotto pressione.

Wall Street divisa: i Magnifici Seven volano, il resto del mercato fatica

Wall Street ha chiuso in territorio misto mercoledì, con i principali indici vicini ai massimi di seduta ma con una partecipazione al rialzo ancora molto stretta. Nvidia, Tesla, Meta e Alphabet hanno guadagnato oltre il 2% ciascuno, con i semiconduttori e la memoria protagonisti per l’ennesima seduta consecutiva. Il mercato a pari peso ha però sottoperformato la versione a capitalizzazione di circa 100 punti base, un segnale che il rally continua a essere guidato da pochissimi titoli, mentre il resto del mercato fatica a seguire. Sul fronte macro, il dato sull’inflazione alla produzione core di aprile ha segnato +1% mensile, ben sopra il consensus dello 0,3% e il livello più alto da marzo 2022, con la lettura annuale core al 5,2%, sopra il 4,3% atteso e ai massimi da dicembre 2022. Il dato di marzo è stato rivisto al rialzo di 0,1 punti percentuali. Nonostante due letture di inflazione consecutive più calde del previsto e un’asta debole sui titoli trentennali, il mercato obbligazionario ha mostrato una tenuta sorprendente, con il calo del petrolio che ha offerto un parziale contrappeso. Le preoccupazioni sui consumi restano sullo sfondo, con il comparto retail che continua a sottoperformare in un contesto di prezzi energetici ancora elevati

I bond europei tornano di moda: il mercato forse esagera sui rialzi della Bce

Mentre i mercati azionari dibattono sulla tenuta del rally, i mercati obbligazionari europei stanno attirando flussi significativi. Secondo dati Lipper citati da Reuters, i fondi obbligazionari governativi europei hanno registrato i maggiori afflussi del secondo trimestre, con 3,05 miliardi di dollari in entrata. Jupiter ha aumentato l’esposizione al debito tedesco a breve scadenza riducendo al contempo quella ai Treasury americani, ritenendo che il mercato stia prezzando troppi rialzi della Bce. UBS condivide questa lettura. I dati di flusso settimanali di Société Générale confermano l’appetito per i titoli tedeschi e francesi, mentre il debito italiano ha perso supporto. Il mercato prezza attualmente fino a 70 punti base di rialzi entro fine anno, con una probabilità del 90% di una mossa a giugno. Una parte degli investitori però scommette che questa stima sia eccessiva, puntando su un’economia europea che rallenta più velocemente di quanto i prezzi dell’energia suggeriscano e su una Bce che preferirà aspettare prima di inasprire ulteriormente contesto già fragile.