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Insights 4 Mag 2026

REDELFI – Prezzi a zero per sei ore il 1° maggio. I BESS non sono più un’opzione

Redelfi, gruppo specializzato nello sviluppo di infrastrutture per la transizione energetica con una pipeline di oltre 6 GW di sistemi BESS in Italia di cui oltre 4 GW in fase avanzata di autorizzazione, opera in un segmento che il mercato elettrico italiano sta rendendo strutturalmente urgente. Il 1° maggio 2026, come riportato dal Sole 24 Ore, il Prezzo Unico Nazionale ha toccato zero euro al MWh per sei ore consecutive, dalle 11 alle 17 circa, trascinando la media giornaliera da 106 euro al MWh del 30 aprile a 87 euro. Il fenomeno, già registrato nelle settimane precedenti nelle regioni del Sud e delle isole, si è esteso per la prima volta all’intero territorio nazionale: nella stessa giornata il PUN è passato da 140 euro al MWh alle 6 del mattino a zero alle 11, per risalire a 126 euro alle 19 e a 149 alle 21. Uno spread intraday di 149 euro in meno di dodici ore. La causa è strutturale: l’eccesso di offerta fotovoltaica nelle ore centrali della giornata festiva, con domanda industriale azzerata, supera la capacità del sistema di assorbirla, con il duplice effetto del crollo dei prezzi in borsa e del curtailment, ovvero lo spegnimento forzato di impianti remunerato da Terna per mantenere l’equilibrio della rete.

Zero al MWh è il prezzo del problema che i BESS risolvono

Il Sole 24 Ore lo scrive esplicitamente: la soluzione al fenomeno dei prezzi a zero è lo sviluppo delle batterie di accumulo, sistemi che stoccano energia nei momenti di sovraproduzione e la rilasciano quando la domanda supera l’offerta. L’analisi è precisa nella sua logica industriale: prezzi a zero nelle ore solari non remunerano gli impianti privi di incentivi o contratti a prezzo fisso, scoraggiando nuovi investimenti nel fotovoltaico. I BESS risolvono entrambi i lati del problema, catturando l’energia gratuita nelle ore di picco solare e rivendendola nelle ore serali a prezzi che il 1° maggio hanno superato i 140 euro al MWh, con un arbitraggio di oltre 140 euro per ogni MWh stoccato. L’Italia ha avviato il percorso istituzionale con la prima asta MACSE di Terna dello scorso autunno, ma le prime consegne sono previste per il 2028: un gap temporale che valorizza ulteriormente chi, come Redelfi, ha già costruito una pipeline autorizzativa da oltre 4 GW in fase avanzata. Le autorizzazioni restano il collo di bottiglia reale: ogni trimestre che passa senza accelerazione del sistema autorizzativo aumenta il valore dell’asset già in portafoglio.

Il nostro giudizio

Sul titolo Integrae SIM ha una raccomandazione BUY, target price €14,60 (upside potential +24%).

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