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Insights 23 Apr 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

I mercati sono guidati dalla paura e dall’avidità, non dai fondamentali. (Warren Buffett)

Le Borse europee hanno chiuso sostanzialmente invariate giovedì, recuperando dai minimi di seduta con la sola Francia in territorio positivo. Lo Stoxx 600 e il FTSE 100 hanno chiuso piatti, il DAX invariato, il FTSE MIB a +0,26% e il CAC a +1%. Le tensioni sullo Stretto di Hormuz hanno continuato a pesare sul sentiment, con l’Iran che ha sequestrato e attaccato navi commerciali e gli Stati Uniti che hanno intercettato petroliere legate a Teheran in acque asiatiche, spingendo il petrolio al rialzo. Sul fronte diplomatico, nonostante alcune indiscrezioni su progressi nelle mediazioni, non sono previsti nuovi incontri diretti tra le parti: l’Iran insiste che gli Stati Uniti debbano prima togliere il blocco navale, mentre la Casa Bianca aspetta che la frammentata leadership iraniana si unifichi attorno a una posizione. Gli analisti stanno diventando più cauti sull’Europa proprio all’avvio della stagione delle trimestrali: i costi in aumento e la pressione sui margini pesano sui settori dei consumi e sull’industria, mentre le banche potrebbero presentare previsioni più prudenti con la domanda di prestiti in possibile indebolimento. Molti analisti hanno già tagliato i target di fine anno per lo Stoxx 600.

Wall Street arretra: il VIX torna sopra 20, le tensioni riprendono

Wall Street ha chiuso in ribasso giovedì, vicino ai minimi di seduta. Il Dow Jones ha perso lo 0,36%, l’S&P 500 lo 0,41%, il Nasdaq lo 0,89% e il Russell 2000 lo 0,37%. Lo scetticismo crescente sui colloqui di pace Stati Uniti-Iran ha riportato il VIX sopra 20 punti, con il petrolio in rialzo sulle notizie di nuove mine iraniane nello Stretto e di attacchi alla navigazione regionale. Il mercato però continua a ignorare il rumore di fondo, concentrandosi sulla traiettoria verso un eventuale accordo. Le tensioni geopolitiche si sono intrecciate con alcune dinamiche tecniche preoccupanti: i grandi fondi quantitativi hanno rallentato gli acquisti dopo il rally ai massimi storici, il comparto dei semiconduttori è in territorio di ipercomprato con pochi titoli che trascinano il mercato, il resto fatica a seguire. Goldman Sachs stima vendite di fine mese da parte dei fondi pensione per un ammontare record di 25 miliardi di dollari. Le trimestrali hanno sinora fornito indicazioni miste, mentre cresce l’ottimismo in vista dei risultati della big tech la prossima settimana, con gli investimenti in intelligenza artificiale al centro dell’attenzione, anche se il mercato è diviso su chi ne beneficerà di più.

Europa contro Stati Uniti: il divario degli utili si allarga

La stagione delle trimestrali mette in luce una divergenza sempre più marcata tra Europa e Stati Uniti. La crescita degli utili europea nel primo trimestre è attesa in area di singola cifra bassa, ben al di sotto della traiettoria a doppia cifra americana. Secondo Goldman Sachs, il divario è in gran parte spiegato dal momentum più forte degli Stati Uniti trainato dall’intelligenza artificiale, in particolare nei semiconduttori, che continua a compensare i rischi macro e geopolitici. L’Europa sconta invece una limitata esposizione alla tecnologia e una maggiore dipendenza da settori ciclici come banche ed energia, più vulnerabili agli shock esterni. Morgan Stanley si attende un periodo di volatilità legata ai titoli in attesa della piena riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo un rally di de-escalation che ha già portato la dispersione tra i singoli titoli sopra la media stagionale. La banca mantiene un giudizio positivo su semiconduttori, utility, energia, difesa e banche, mentre resta cauta su lusso e auto. UBS, Deutsche Bank e altri hanno tagliato i target, avvertendo che la pressione sui margini nei settori dei consumi e dell’industria rischia di innescare una nuova tornata di revisioni al ribasso degli utili.