RT&L – L’alchimia che trasforma la complessità doganale in vantaggio competitivo

RT&L, società attiva nella logistica specializzata che opera attraverso tre linee di business: agenzia doganale, Project cargo e general cargo, che ha costruito il proprio modello di business combinando attività strutturalmente opposte: l’agenzia doganale, stabile e ricorrente, che rappresenta circa l’80% del fatturato, e il project cargo, spot e ad alta marginalità, che genera direttamente EBITDA. A completare l’offerta il general cargo. Il Gruppo si è recentemente rafforzato con l’acquisizione di P&A Spedizioni a Genova e l’apertura della nuova filiale Olitrans a Livorno, due mosse che ampliano la rete operativa nei nodi portuali strategici del Nord Italia. La strategia di crescita per linee esterne punta a replicare il modello lungo la penisola, con priorità al Nord Adriatico e alla Sicilia, nella logica di costruire una rete di agenzie doganali indipendenti capace di generare economie di scala crescenti.
Dogane e project cargo: la torta e le ciliegine
Il modello di RT&L si legge con una metafora precisa: l’agenzia doganale è la torta, il project cargo sono le ciliegine. L’agenzia non sposta merci ma documenti, copre i costi di struttura, genera cassa in modo costante e cresce con la complessità del contesto normativo e tariffario. Il project cargo seleziona le operazioni più remunerative, evita i contratti di lungo periodo con i grandi EPC contractor e lavora sullo spot, privilegiando soluzioni su misura rispetto alla competizione sul prezzo. La combinazione produce un profilo finanziario asimmetrico: stabilità strutturale da un lato, upside di margine dall’altro. Sul fronte geografico, il project cargo guarda all’Africa, con l’oil&gas come driver primario, e alla ripartenza del Sud America, Venezuela e Brasile in testa, mentre il Medio Oriente rimane un’area di criticità. I dazi, infine, non sono un rischio ma un moltiplicatore: ogni nuova barriera tariffaria genera più pratiche doganali, più volumi, più economie di scala su una base di costo fissa. L’export italiano verso gli USA è cresciuto del 7,2% dall’introduzione delle nuove tariffe americane, la dimostrazione più diretta che per un’agenzia doganale l’instabilità del commercio globale è un acceleratore, non un freno..
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