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Insights 1 Apr 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La pace è il sogno dei saggi, la guerra è la storia degli uomini.” (Victor Hugo)

Le Borse europee hanno chiuso in forte rialzo mercoledì, vicino ai massimi di seduta. Lo Stoxx 600 ha guadagnato il 2,5%, il DAX il 2,7%, il FTSE MIB il 3,17%, il CAC il 2,1% e il FTSE 100 l’1,9%. A guidare il rimbalzo è stata la dichiarazione di Trump secondo cui si aspetta che le ostilità finiscano entro due o tre settimane, con o senza un accordo formale. La Casa Bianca ha annunciato un discorso alla nazione per la serata. Trump non ha smentito le indiscrezioni sulla disponibilità a chiudere il conflitto senza la riapertura dello Stretto di Hormuz, scaricando sugli alleati la responsabilità di garantire i passaggi marittimi. Dall’Iran sono arrivati segnali contrastanti: da un lato la disponibilità a porre fine alla guerra con garanzie e la conferma di essere in comunicazione con l’inviato americano Witkoff, dall’altro il parlamento iraniano che ha ribadito il rifiuto di aprire lo Stretto e negato l’esistenza di negoziati formali. Lo sfondo resta incerto, con gli Stati Uniti che hanno dispiegato un terzo portaerei e le Guardie Rivoluzionarie che hanno lanciato minacce contro le aziende tecnologiche americane. I rendimenti obbligazionari hanno ceduto terreno nella speranza che la fine del conflitto limiti l’impatto inflazionistico di medio termine, anche se le disruption energetiche sono destinate a proseguire per i danni già inflitti alle infrastrutture regionali. Le attese di rialzo dei tassi si sono ridimensionate: il mercato prezza ora un solo aumento dalla Bank of England e due dalla Bce entro fine anno.

Wall Street ritrova il passo

Wall Street ha chiuso in rialzo mercoledì, pur lontana dai massimi di seduta. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,48%, l’S&P 500 lo 0,72%, il Nasdaq l’1,16% e il Russell 2000 lo 0,64%. La seduta ha beneficiato di una combinazione di ottimismo geopolitico e posizionamento più leggero dopo settimane di de-risking. Il petrolio è rimasto sotto pressione (-2%), mentre la stabilizzazione dei rendimenti si è confermata il principale elemento di supporto della settimana. I dati sull’occupazione e sul manifatturiero di marzo hanno offerto una nota positiva dopo le crescenti preoccupazioni sulla crescita della settimana scorsa. La big tech ha chiuso per lo più in rialzo con Alphabet come protagonista tra i Magnifici Sette, mentre i titoli ad alto beta e i preferiti degli investitori retail hanno sovraperformato. Rimane però uno scetticismo diffuso sul fatto che si tratti di un rimbalzo tattico piuttosto che di una svolta strutturale: il divario tra le condizioni dei due lati per un cessate il fuoco resta ampio, le minacce alle infrastrutture continuano da entrambe le parti e i danni strutturali già prodotti dallo shock energetico tengono viva la preoccupazione per la stagflazione.

Washington si sfila dalla NATO

Nonostante le speranze di de-escalation, i titoli della difesa europea si sono mantenuti sui massimi. Gli analisti di Jefferies hanno indicato che i titoli con esposizione alla difesa aerea, tra cui BAE Systems, Thales e Leonardo, potrebbero registrare modeste prese di profitto, mentre i nomi dell’aerospazio civile potrebbero beneficiare di una riduzione delle tensioni. Il ritracciamento appare però limitato per una ragione strutturale: il segretario alla Difesa americano Hegseth ha rifiutato di riaffermare l’impegno di Washington alla difesa collettiva della NATO, citando il rifiuto degli alleati europei di sostenere l’azione americana in Iran. Trump ha criticato Francia e Regno Unito sui social media, invitando le nazioni europee a imparare a difendersi da sole. Il messaggio ha consolidato la convinzione degli investitori che il disimpegno americano dalla sicurezza europea non sia un episodio congiunturale ma una tendenza strutturale, alimentando il momentum già forte dietro la corsa europea agli investimenti nella difesa nazionale.