Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Il cielo è sempre più blu dopo la tempesta.” (Gino Paoli)
Le Borse europee hanno chiuso in rialzo in una seduta volatile, con i mercati che hanno trovato stabilità grazie alle notizie sui contatti diplomatici tra Stati Uniti e Iran. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,5%, il FTSE 100 lo 0,6%, il CAC lo 0,3%, il FTSE MIB lo 0,42%, mentre il DAX ha ceduto lo 0,1%. A sostenere il sentiment è stata la notizia dell’inviato americano Witkoff in viaggio verso il Pakistan per incontrare funzionari iraniani, anche se non è stato confermato chi rappresenterà Teheran, con lo speaker del parlamento iraniano che ha smentito di essere lui il interlocutore. I mercati hanno però dovuto fare i conti con due elementi di segno opposto: da un lato le speranze diplomatiche, dall’altro il rialzo dei rendimenti obbligazionari, accentuato dalle pressioni sui prezzi emerse dai PMI flash di marzo, che hanno alimentato una nuova tornata di titoli sulla stagflazione. I dati europei hanno offerto una prima lettura dell’impatto del conflitto sull’attività economica: il PMI composito dell’Eurozona si è indebolito come atteso, con il manifatturiero sopra le stime ma il settore dei servizi al di sotto delle previsioni. Sul fronte del credito privato, i riflettori sono tornati sia sui riscatti che sulla qualità degli attivi, con Apollo che ha comunicato richieste di uscita per circa 1,6 miliardi di dollari dal suo fondo Apollo Debt Solutions, pari all’11,2% del patrimonio netto, applicando il tetto massimo di prelievo del 5%. Infine, preoccupazioni legate alla disruption dell’intelligenza artificiale hanno pesato sul comparto software.
Obbligazioni e diplomazia tirano in direzioni opposte
Wall Street ha chiuso in territorio prevalentemente negativo martedì, in una seduta caratterizzata da continui cambi di direzione. Il Dow Jones ha perso lo 0,18%, l’S&P 500 lo 0,37%, il Nasdaq lo 0,84%, mentre il Russell 2000 ha guadagnato lo 0,45%. I mercati si sono mossi al ritmo delle notizie diplomatiche, alternando fasi di ottimismo a momenti di cautela. Le notizie più costruttive continuavano a provenire da Washington, ma sono stati controbilanciati da nuove indiscrezioni sui piani del Pentagono per il dispiegamento di truppe nella regione. Il vero ostacolo della giornata è stato però il rialzo dei rendimenti obbligazionari: il movimento, inizialmente attribuito al rimbalzo del petrolio, si è accentuato con le pressioni sui prezzi nei PMI flash di marzo e con un’asta di titoli a due anni molto debole nel primo pomeriggio. Nonostante un’altra giornata di titoli sulla stagflazione, alcuni segmenti ciclici del mercato hanno esteso il rimbalzo della vigilia, segnale che il mercato continua a distinguere tra le diverse componenti del rischio.
Il lusso europeo, buy opportunity?
Il settore beni personali e per la casa è diventato il peggior performer relativo rispetto allo Stoxx 600 nelle ultime due settimane. Al suo interno, i titoli del lusso europeo trattano ora a circa 21 volte gli utili attesi, vicino ai minimi storici del range di valutazione. Bank of America ha rivisto al ribasso le stime sugli utili 2026 del settore, descrivendo una fase di rallentamento nonostante l’attenuarsi dei venti contrari sul fronte valutario. La domanda resta disomogenea: miglioramento graduale in Cina, Corea e Stati Uniti, debolezza persistente in Europa, nel travel retail giapponese e in Medio Oriente, dove i ricavi di marzo sono stimati in calo di circa il 50%. Il turismo globale, che rappresenta circa un terzo delle vendite del lusso, si sta deteriorando, con i rimborsi IVA giù del 20% e le vendite duty-free in territorio negativo. Bank of America ha promosso Richemont a Buy, citando una storia di crescita più distintiva rispetto ai concorrenti, e ha mantenuto il giudizio positivo su LVMH e Hermès, abbassando però i target di prezzo per riflettere una crescita organica più lenta e le disruption in Medio Oriente. Dopo un calo del 20% da inizio anno per alcuni titoli, le valutazioni appaiono attraenti, ma l’incertezza geopolitica prolungata continua a comprimere la visibilità sul breve termine.