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Insights 22 Feb 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

Il potere logora chi non ce l’ha.” (Giulio Andreotti)

Le Borse europee hanno chiuso in rialzo, con lo STOXX 600 su un nuovo massimo storico e un progresso settimanale del 2,1%. Il miglioramento del clima è stato favorito dalla decisione della Corte Suprema di annullare i dazi imposti attraverso l’IEEPA dall’amministrazione Trump, rimuovendo un rilevante fattore di incertezza commerciale. Resta tuttavia l’ipotesi di nuove misure, dopo l’annuncio di un possibile dazio generalizzato del 10% da introdurre entro tre giorni, con implicazioni su bilanci pubblici e rimborsi societari. Sul fronte geopolitico, le indiscrezioni su un possibile attacco limitato all’Iran hanno mantenuto alta l’attenzione. In ambito politica monetaria, Christine Lagarde ha dichiarato di voler completare il proprio mandato alla guida della Banca centrale europea fino a ottobre 2027. I flussi monitorati da EPFR hanno evidenziato afflussi record verso l’azionario europeo. Sul piano macro, l’area euro ha registrato un’accelerazione degli indici PMI a un massimo di tre mesi, con la manifattura tornata in territorio espansivo e servizi più solidi, mentre la crescita dei salari ha mostrato un rimbalzo.

Wall Street regge, ma l’inflazione riaccende la Fed

A New York la seduta di venerdì si è chiusa per lo più in rialzo, pur lontana dai massimi intraday, dopo la debolezza del giorno precedente. Lo S&P 500 e il Nasdaq hanno comunque terminato la settimana con lievi guadagni. I grandi titoli tecnologici hanno sostenuto l’intonazione, con buona performance dei semiconduttori, mentre il software è tornato sotto pressione. Il tema dell’intelligenza artificiale ha continuato a dominare, tra scrutinio sugli investimenti dei grandi operatori e timori di disintermediazione. Sul fronte macro, la lettura finale dell’indice PCE core di dicembre ha segnato +0,4% su base mensile e +3,0% su base annua, entrambi sopra le attese, mentre il primo dato sul PIL del quarto trimestre si è attestato all’1,4%, sotto il consenso dell’1,9%. Gli indici PMI preliminari di febbraio sono scesi ai minimi di sette mesi. Il tono della Federal Reserve si è fatto più prudente: Lorie Logan ha richiamato i rischi al rialzo per l’inflazione, mentre Raphael Bostic ha indicato che eventuali nuove pressioni sui prezzi potrebbero riportare sul tavolo un rialzo dei tassi.

Dazi, inflazione e geopolitica, settimana ad alta intensità

La decisione della Corte Suprema sui dazi ha ridotto un elemento di pressione, ma l’annuncio di nuove tariffe e le tensioni con l’Iran mantengono elevata la volatilità potenziale. I settori difensivi, come i beni di consumo di base, hanno interrotto una lunga fase di sovraperformance, mentre il credito privato è tornato sotto osservazione tra timori di squilibri e valutazioni considerate solide dalla maggior parte degli operatori. I mercati guardano ora a una settimana ricca di appuntamenti macro, tra ordini all’industria, indici regionali manifatturieri, fiducia dei consumatori e nuovi dati sui prezzi alla produzione. Il baricentro resta sull’equilibrio tra inflazione, crescita e traiettoria della politica monetaria, in un contesto in cui i fattori politici continuano a intrecciarsi con quelli economici.