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Insights 17 Feb 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

La stabilità non è assenza di movimento, ma equilibrio tra forze opposte.” (Albert Einstein)

Le Borse europee hanno chiuso in rialzo la seduta di martedì, sui massimi di giornata. Lo STOXX 600 ha guadagnato lo 0,5%, il FTSE 100 lo 0,8%, il DAX lo 0,9%, il CAC lo 0,5% e il FTSE Mib lo 0,76%. Il quadro resta coerente con le sedute precedenti: gli investitori continuano a valutare i rischi di disintermediazione legati all’intelligenza artificiale, che hanno favorito una rotazione a beneficio dei finanziari. Bene anche il comparto difesa, sostenuto dalle dichiarazioni dei leader europei sulle ambizioni di spesa militare. La minore concentrazione nei grandi titoli tecnologici ha contribuito alla tenuta relativa dei listini. Sul piano macro, le sorprese positive, tra inflazione più contenuta e crescita che regge, hanno supportato il sentiment. Nel Regno Unito il tasso di disoccupazione ha raggiunto il livello più alto degli ultimi cinque anni e i salari del settore privato hanno mostrato un rallentamento, in vista del dato chiave sull’inflazione atteso oggi. L’indice ZEW sul sentiment degli investitori è sceso a febbraio sia per l’area euro sia per la Germania, mentre l’inflazione finale tedesca è rimasta invariata rispetto alla lettura preliminare.

Wall Street rimbalza, ma la rotazione continua

A New York la seduta si è chiusa per lo più in rialzo, pur ridimensionando i guadagni nel finale. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,07%, lo S&P 500 lo 0,10%, il Nasdaq lo 0,14%, mentre il Russell 2000 ha terminato invariato. L’indice S&P 500 a ponderazione equa ha sottoperformato la versione tradizionale, con alcuni titoli tecnologici di grande capitalizzazione come Apple, Nvidia e Amazon tra i principali contributori positivi, insieme alle grandi banche. I titoli più venduti allo scoperto e quelli a maggiore volatilità hanno mostrato forza. Il software è tornato sotto pressione dopo il temporaneo recupero della scorsa settimana, mentre i finanziari hanno rimbalzato dopo le recenti vendite. La curva dei rendimenti si è ulteriormente appiattita con inclinazione negativa, il dollaro si è rafforzato e le materie prime, in particolare i metalli preziosi, hanno mostrato debolezza. Sullo sfondo restano le discussioni su intelligenza artificiale, occupazione qualificata, dazi e sviluppi geopolitici, in una settimana povera di dati macro ma con l’attenzione rivolta anche ai colloqui tra Stati Uniti e Iran e a una possibile decisione della Corte Suprema sui dazi.

Emissioni sotto pressione, il nodo ETS

Nel dibattito europeo cresce la pressione sul sistema di scambio delle emissioni. Le tensioni politiche e le richieste di alleggerimento da parte dei settori energivori stanno incidendo anche sui prezzi del carbonio, scesi da €81 a sotto €72 in una settimana sulle ipotesi di riforma. Produttori di acciaio e chimica chiedono un ritorno dei prezzi dell’energia ai livelli precedenti al 2021 e sono circolate proposte che includono un rallentamento della riduzione delle quote o una protezione dei costi del gas dalla tariffazione del carbonio. Secondo UBS e JPMorgan, la reazione del mercato è stata rapida e severa, come dimostra il calo di Heidelberg Materials. JPMorgan ritiene però eccessiva la correzione, attribuendola anche al ridimensionamento di posizioni accumulate dopo due anni di forte performance del settore. L’ipotesi più probabile resta un eventuale rinvio graduale della riduzione delle quote a partire dal 2029, senza compromettere la disciplina dei prezzi nel settore del cemento, ma il tema potrebbe riemergere nel confronto sui costi della decarbonizzazione se il meccanismo dovesse indebolirsi.