Insights & Research

Home / Insights / Il punto sul mercato di Integrae SIM
Insights 15 Feb 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

Il cambiamento non è mai doloroso. Solo la resistenza al cambiamento lo è.” (Buddha)

Le Borse europee hanno chiuso la scorsa settimana in ordine sparso. Lo STOXX 600 ha perso lo 0,1%, il CAC lo 0,4% e il FTSE Mib ha registrato una flessione marcata a -1,7%, mentre il FTSE 100 ha guadagnato lo 0,4% e il DAX lo 0,2%. Lo STOXX 600 ha recuperato dai minimi intraday, con Regno Unito e Germania più solidi rispetto a Spagna, Italia e Francia. A pesare sul sentiment sono rimasti i timori di disintermediazione legati all’intelligenza artificiale, anche se si è visto un parziale rimbalzo nei comparti più colpiti dal sell-off della settimana. A offrire un sostegno indiretto è stata Applied Materials, che ha indicato ricavi superiori alle attese grazie alla forte domanda di apparecchiature per memorie DRAM da parte dei produttori di chip per l’AI. In Asia, i grandi gruppi delle memorie hanno beneficiato di questa dinamica, ma la stampa ha evidenziato anche il rischio di carenze di chip, con possibili rincari per l’elettronica di consumo e pressioni sui margini.

Wall Street ruota, le small cap guidano

A New York la seduta di venerdì si è chiusa per lo più in rialzo, pur con un ridimensionamento dei guadagni nel finale. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,10%, lo S&P 500 lo 0,05%, il Nasdaq ha perso lo 0,22% e il Russell 2000 è salito dell’1,18%. L’ampiezza del mercato è rimasta positiva, con l’indice S&P 500 a ponderazione equa in progresso e in grado di chiudere la settimana con un +0,3%, mentre i principali indici hanno terminato in calo su base settimanale. La rotazione è stata evidente, con ciclici e difensivi in miglioramento, rimbalzo del software, debolezza persistente dei grandi titoli tecnologici e recupero delle piccole capitalizzazioni. Il raffreddamento dell’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo e il miglioramento dei rendimenti obbligazionari hanno contribuito al tono costruttivo di fine settimana, in un contesto in cui il mercato continua a prezzare pienamente due tagli dei tassi da 25 punti base nel corso dell’anno. I dati macro recenti hanno attenuato sia i timori di un indebolimento del mercato del lavoro sia quelli di un’inflazione persistentemente sopra target, dopo la forza del dato occupazionale di mercoledì.

Euro forte, la BCE prende tempo

Il dibattito di politica monetaria si intreccia sempre più con l’andamento del cambio. L’apprezzamento dell’euro è entrato nel confronto interno alla Banca centrale europea. Il membro del Consiglio direttivo Martins Kazaks ha osservato che l’impatto di un movimento valutario può richiedere fino a 12 mesi per riflettersi pienamente nelle previsioni. La presidente Christine Lagarde ha recentemente indicato che gran parte dell’apprezzamento è già incorporata nelle stime dello staff, ribadendo che l’orientamento resta adeguato e che non vi è urgenza di intervento. Alcuni economisti discutono se un euro a $1,25 possa rappresentare una soglia critica, considerando che un apprezzamento del 10% può ridurre l’inflazione di circa lo 0,6% al picco dopo un anno. Dall’inizio del 2025 l’euro si è rafforzato di circa l’8% su base ponderata per il commercio. In questo quadro, tra aspettative sui tassi, dinamiche valutarie e impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli di business, il mercato resta guidato dall’equilibrio tra crescita, inflazione e valutazioni settoriali.