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Insights 12 Feb 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

Le difficoltà rafforzano la mente, come il lavoro rafforza il corpo.” (Seneca)

Le Borse europee hanno chiuso la seduta in ordine sparso, lontane dai massimi intraday ma ancora orientate verso un bilancio settimanale positivo. Lo STOXX 600 ha ceduto lo 0,5%, il FTSE 100 lo 0,7%, il DAX ha chiuso invariato, il CAC ha guadagnato lo 0,5%, mentre il FTSE Mib ha lasciato sul terreno lo -0,62%. Il focus si è concentrato soprattutto sugli aggiornamenti societari. Le indicazioni emerse dalle trimestrali del quarto trimestre hanno mostrato un quadro degli utili ancora resiliente, nonostante le pressioni. I servizi finanziari sono stati il comparto migliore, rimbalzando dopo il sell-off guidato dall’intelligenza artificiale nella seduta precedente, mentre diversi dirigenti del settore hanno ridimensionato, secondo Bloomberg, il rischio di una disintermediazione strutturale. Sul fronte delle operazioni straordinarie, Schroders ha registrato un forte rialzo dopo l’accordo per un’acquisizione da £9,9 miliardi da parte di Nuveen, che porterà alla creazione di una piattaforma da circa $2.500 miliardi di masse in gestione. L’operazione ha innescato una rivalutazione più ampia dei titoli britannici del risparmio gestito. Bene anche il comparto delle Borse, con Deutsche Borse in rialzo dopo la conferma della guidance e l’annuncio dell’acquisizione per €1,1 miliardi della quota restante di ISS STOXX.

Fragile equilibrio

A New York la seduta si è chiusa in deciso calo, con gli indici sui minimi di giornata. Il Dow Jones ha perso l’1,34%, lo S&P 500 l’1,57%, il Nasdaq il 2,03% e il Russell 2000 il 2,01%, portando i principali indici verso ribassi settimanali superiori all’1%. Il clima è diventato marcatamente difensivo, con l’indice di volatilità sopra quota 20. I grandi titoli tecnologici hanno guidato le vendite, con Apple tra i peggiori del gruppo dei cosiddetti “Magnifici Sette”. Il tema dell’intelligenza artificiale si è progressivamente trasformato in un fattore di pressione più ampia, tra scrutinio sugli investimenti dei grandi operatori tecnologici, timori di passaggio da modelli leggeri in termini di capitale a strutture più robuste e un’estensione delle vendite dal software verso broker immobiliari commerciali, trasporti e logistica. In evidenza anche una rotazione verso settori difensivi come beni di consumo di base, utility e fondi immobiliari quotati, con rally dei rendimenti obbligazionari, debolezza delle materie prime e delle criptovalute e dinamiche tecniche legate al posizionamento.

L’AI Trade sotto i riflettori

Il confronto sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel risparmio gestito resta centrale. Il recente calo di titoli europei come St James’s Place e Fineco, seguito al lancio da parte di Altruist di uno strumento fiscale basato su AI, è stato giudicato eccessivo da diversi analisti, che ritengono sopravvalutata la capacità di disintermediazione. La notizia dell’acquisizione di Schroders da parte di Nuveen ha contribuito a stabilizzare il settore. Esperienze precedenti, dai robo-advisor agli strumenti passivi, non hanno sostituito il modello tradizionale di consulenza, evidenziando il valore attribuito alla relazione personale, particolarmente rilevante nei mercati con minore alfabetizzazione finanziaria, come osservato da JPMorgan con riferimento anche a realtà dell’Europa meridionale. Secondo studi di settore, l’AI potrebbe generare incrementi di produttività superiori al 20%, più che una sostituzione degli advisor. Citi ha inoltre sottolineato le difficoltà dei modelli puramente automatizzati nel raggiungere la redditività, con esempi di operatori che hanno chiuso le proprie piattaforme. Il tema per il mercato resta quindi la capacità delle piattaforme di tradurre l’efficienza in maggiori volumi e commissioni, in un contesto in cui i costi più bassi della consulenza potrebbero ampliare la base dei clienti.