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Insights 8 Feb 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

Nelle fasi di cambiamento, l’esperienza non basta, serve capacità di adattamento.” (John Maynard Keynes)

La scorsa settimana le Borse europee hanno provato a ritrovare stabilità dopo le recenti tensioni, in un contesto ancora condizionato dalle preoccupazioni sull’intelligenza artificiale che hanno colpito in particolare le valutazioni del settore tecnologico. Le forti indicazioni sugli investimenti annunciati da alcuni grandi gruppi globali hanno pesato sui singoli titoli, ma sono state lette come un elemento strutturalmente positivo per l’intera filiera dell’innovazione. Cresce intanto l’attenzione verso una possibile rotazione settoriale, che ha iniziato a sostenere comparti meno esposti alla tecnologia. Sul fronte societario, la stagione delle trimestrali europee del quarto trimestre 2025 mostra finora risultati migliori delle attese, con circa il 12% delle società dello Stoxx Europe 600 che ha già pubblicato i conti. Gli utili hanno superato le stime in media del 4,8%, con una percentuale di sorprese positive superiore alla norma storica. I settori immobiliare, finanziario e dei servizi di pubblica utilità risultano più solidi, mentre i consumi ciclici restano l’area più debole.

Wall Street risale la china

Le azioni europee provano a ritrovare stabilità dopo una settimana agitata, segnata dalle paure legate alla disruption dell’intelligenza artificiale che hanno colpito soprattutto il settore tecnologico. Le vendite su società esposte agli investimenti infrastrutturali digitali hanno acceso il dibattito, ma iniziano anche a emergere segnali di reazione, soprattutto nel comparto software, dove si parla apertamente di condizioni ipervendute e di eccesso di pessimismo sulle prospettive competitive. Sullo sfondo, la stagione delle trimestrali europee del quarto trimestre 2025 avanza con circa il 12% delle società dello Stoxx Europe 600 che ha già pubblicato i conti. I numeri raccontano una storia meno cupa del previsto: gli utili superano le stime del 4,8%, con oltre il 73% delle aziende sopra le attese. La crescita degli utili effettivi, pari al +6,4% su base annua, contrasta con un consenso ancora negativo, segnale che il mercato resta prudente sulle società non ancora passate alla cassa, soprattutto nei consumi ciclici, mentre immobiliare, finanziari e servizi di pubblica utilità mostrano maggiore solidità.

Volatilità e geopolitica sempre sullo sfondo

La stagione delle trimestrali statunitensi sta offrendo un messaggio complessivamente incoraggiante. Gli utili del quarto trimestre crescono di circa il 13% su base annua, ben oltre le attese di fine periodo, con ricavi in aumento, margini record e indicazioni per il 2026 giudicate solide. Anche il consumatore americano manda segnali contrastati ma non allarmanti: migliorano le condizioni correnti, mentre le aspettative restano caute, con un’inflazione attesa a un anno in calo al 3,5%. Sul fronte della politica monetaria, i commenti della Federal Reserve invitano alla prudenza ma non al pessimismo. L’orientamento resta attendista, con l’obiettivo di accompagnare un rallentamento ordinato dell’economia senza riaccendere le pressioni sui prezzi. In sintesi, il quadro resta complesso e rumoroso, ma sotto la superficie emerge un filo conduttore chiaro: meno panico, più selettività, e uno sguardo che, lentamente, inizia a spostarsi dal presente turbolento alle prospettive per l’anno in corso.