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Insights 2 Feb 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

La storia insegna che i mercati finanziari sono spesso guidati più dalle emozioni che dai fondamentali.” (Robert Shiller)

Le borse europee hanno chiuso in deciso rialzo la prima seduta della settimana, con lo Stoxx Europe 600 a +1,03%, Londra a +1,15%, Francoforte a +1,05%, Parigi a +0,67% e l’indice italiano a +1%, sopra quota 46 mila punti. Il movimento positivo degli indici si è inserito in una giornata dominata dalla forte volatilità delle materie prime, con i metalli che hanno esteso il pesante ribasso di venerdì. L’oro continua la discesa dopo avere registrato uno dei cali giornalieri più marcati degli ultimi decenni e l’argento una flessione di entità record. Tra i fattori citati figura il rimbalzo del dollaro, dopo la nomina di Kevin Warsh come futuro presidente della Federal Reserve, ma l’intensità delle vendite ha riportato l’attenzione soprattutto su posizionamenti molto affollati e su una componente speculativa accentuata, in parte anche alimentata da operatori cinesi. In risposta, il Chicago Mercantile Exchange ha aumentato in modo significativo i margini richiesti su oro e argento, mentre alcune banche cinesi hanno innalzato l’investimento minimo per i servizi di accumulo in metalli preziosi. Sul fronte macro europeo, sono stati diffusi gli indici finali di fiducia del settore manifatturiero, mentre in Germania le vendite al dettaglio di dicembre sono cresciute leggermente, pur restando sotto le attese.

Focus sull’intelligenza artificiale

Negli Stati Uniti, gli indici hanno chiuso in rialzo, con il Dow Jones a +1,05%, lo S&P 500 a +0,54%, il Nasdaq a +0,56% e l’indice delle piccole capitalizzazioni a +1,02%. Il sentiment sull’intelligenza artificiale si è rafforzato dopo alcune notizie caute nel fine settimana, in particolare sulle intenzioni di investimento di Nvidia in OpenAI, poi ridimensionate dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato, che ha comunque confermato un impegno significativo. Attenzione anche al piano di raccolta di capitale da 50 miliardi di dollari annunciato da Oracle, letto dal mercato come un segnale positivo sulla strategia nel settore, più che come un problema di sostenibilità dei flussi di cassa. Il quadro macro ha fornito ulteriore supporto, con l’indice manifatturiero dell’Institute for Supply Management tornato in area di espansione ai massimi da metà 2022, anche se il mercato ora sconta circa 47 punti base di tagli dei tassi entro fine anno, meno rispetto alle attese di venerdì. La volatilità sui metalli preziosi è rimasta elevata, ma viene interpretata prevalentemente come una fase di riassestamento dei posizionamenti. Tra gli altri temi emersi figurano il calo del petrolio, il ridimensionamento dei timori geopolitici dopo commenti di Trump sull’Iran, l’annuncio di un accordo commerciale tra Stati Uniti e India, e segnali di rallentamento dei flussi degli investitori al dettaglio in un contesto di sentiment già esteso.

La cauta stagione degli utili europei

È iniziata la stagione dei risultati del quarto trimestre 2025 in Europa, con poco più del 10% delle società dello Stoxx Europe 600 che ha già pubblicato i conti, coprendo circa il 14% della capitalizzazione. Le sorprese sugli utili per azione sono state modeste, pari a +1,5% su base equi-ponderata e +1,3% su base ponderata per capitalizzazione, valori inferiori alle medie storiche. Solo il 28% delle società ha superato le stime di oltre il 5%, mentre le mancate attese restano per ora limitate. Gli utili effettivi di queste prime società mostrano una crescita annua del 12,2%, sostenuta in particolare da materie prime di base, servizi finanziari e banche, a fronte di una previsione di consenso che indica ancora un calo complessivo del -3,9% per il trimestre, migliorato rispetto alla settimana precedente. Le reazioni di mercato sono risultate asimmetriche, con penalizzazioni severe in caso di risultati deludenti e premi contenuti per le sorprese positive, a causa di indicazioni prudenti sul futuro. Guardando avanti, Goldman Sachs stima una crescita degli utili dello Stoxx 600 del 5% nel 2026, inferiore al consenso per effetto dei venti contrari valutari, mentre i più recenti dati sugli indici di attività suggeriscono una ripresa ciclica moderata. I multipli restano intorno a 15,4 volte gli utili attesi, in linea con la media di lungo periodo.