Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La politica monetaria è troppo importante per essere lasciata all’improvvisazione.” (Paul Volcker)
Le borse europee hanno chiuso la settimana in rialzo, con lo Stoxx Europe 600 a +0,6%, Londra a +0,5%, Francoforte a +0,9% e Parigi a +0,7%, mentre l’indice italiano ha guadagnato l’1%. Il tema dominante della giornata è stata la decisione del presidente Donald Trump di indicare Kevin Warsh come successore di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve, notizia che ha avuto riflessi immediati anche sui mercati europei. Nel continente, gli analisti hanno discusso l’impatto di un euro più forte sulle prospettive degli utili per azione, mentre sul fronte societario sono emersi aggiornamenti contrastanti, con indicazioni generalmente costruttive sul 2026 nonostante risultati misti nel quarto trimestre. Il calendario macro di fine mese è stato denso, con il prodotto interno lordo dell’area euro del quarto trimestre cresciuto dello 0,3%, sopra le attese. In dettaglio, Francia in rallentamento come previsto, ma Germania, Spagna e Italia hanno sorpreso positivamente. In Germania la disoccupazione è rimasta stabile a gennaio, leggermente meglio delle stime, mentre nel Regno Unito il barometro delle imprese di Lloyds ha segnalato un lieve calo della fiducia, con elementi di fondo ancora incoraggianti, a fronte di dati deboli sulle approvazioni dei mutui di dicembre.
A Wall Street pesa l’incertezza sulla futura guida della banca centrale
Negli Stati Uniti, le azioni hanno chiuso la settimana in ribasso, con il Dow Jones a -0,36%, lo S&P 500 a -0,43%, il Nasdaq a -0,94% e l’indice delle piccole capitalizzazioni a -1,55%. La nomina di Kevin Warsh ha alimentato una lettura più prudente dei mercati, in particolare sul tratto lungo della curva dei rendimenti e sul dollaro, inizialmente rafforzato prima di rientrare dai massimi. I metalli preziosi hanno continuato a correggere dopo la brusca inversione della seduta precedente, con l’attenzione degli operatori rivolta a posizionamenti molto affollati che potrebbero scatenare forti vendite nel breve periodo. Sullo sfondo, si è parlato anche di possibili pressioni di fine mese e di un livello di aspettative elevato sugli utili, soprattutto nel comparto tecnologico, che continua a catalizzare l’attenzione con risultati solidi ma valutazioni considerate impegnative.
Chi è Kevin Warsh
In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente Trump ha confermato la scelta di Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve, sottolineandone l’esperienza e definendolo una figura destinata a lasciare un segno nella storia della banca centrale. Warsh, membro del consiglio della Federal Reserve tra il 2006 e il 2011, è considerato di orientamento più restrittivo, soprattutto per quanto riguarda la dimensione del bilancio della banca centrale, pur avendo ricevuto da Trump l’indicazione di muoversi in coerenza con una preferenza per tassi di interesse più bassi. La reazione dei mercati è rimasta cauta: i future azionari hanno segnato un arretramento, il dollaro si è rafforzato e i rendimenti a lungo termine sono saliti, salvo poi ridimensionare gli eccessi. Un quadro che riflette un atteggiamento attendista, in attesa di maggiore chiarezza sulla futura impostazione della politica monetaria statunitense.