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Insights 29 Gen 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

La moneta è un’istituzione politica prima ancora che economica.” (Joseph Schumpeter)

Le borse europee hanno chiuso in ribasso, vicino ai minimi di seduta, con lo Stoxx Europe 600 a -0,7%, Londra a -0,5%, Francoforte a -0,3%, Parigi a -1% e Piazza Affari a -0,66%. Al centro della giornata la volatilità valutaria, con il dollaro sceso ai minimi degli ultimi quattro anni dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha detto di non essere preoccupato dal suo indebolimento e ha criticato Paesi come Cina e Giappone per le politiche di svalutazione competitiva. Il messaggio è stato interpretato come una preferenza dell’amministrazione per una valuta più debole a sostegno delle esportazioni. In questo contesto si è distinta ASML, in forte rialzo, rafforzando il suo ruolo di principale asset europeo esposto al tema intelligenza artificiale e di barometro degli investimenti globali nei semiconduttori. Secondo Bloomberg, il titolo beneficia di un’inversione netta del ciclo degli ordini, con prenotazioni nel quarto trimestre più che raddoppiate rispetto alle attese. Sul fronte macro, il calendario è rimasto scarno, con segnali moderatamente positivi dalla fiducia dei consumatori in Germania e dal miglioramento del sentiment di famiglie e imprese in Italia a gennaio.

Calma piatta dopo la Federal Reserve

Negli Stati Uniti, i listini hanno mostrato un andamento misto e poco direzionale. Il Dow Jones ha chiuso in lieve rialzo dello 0,02%, lo S&P 500 in calo dello 0,01%, il Nasdaq in progresso dello 0,17% e l’indice delle piccole capitalizzazioni in aumento dello 0,49%. Lo S&P 500 aveva inizialmente superato quota 7.000, salvo poi ripiegare nel finale. La seduta si è svolta in un clima di attesa, con la decisione della Federal Reserve sostanzialmente priva di sorprese e il mercato concentrato sulle imminenti trimestrali dei grandi gruppi tecnologici, in particolare sui dati di crescita del cloud di Microsoft e sulle indicazioni sui costi e sugli investimenti di Meta Platforms. Nonostante una serie di notizie favorevoli sul fronte dell’intelligenza artificiale, i corsi non sono riusciti a consolidare i rialzi, segno di aspettative già elevate. Il rimbalzo del dollaro dopo i minimi ha inoltre convissuto con un nuovo allungo dei metalli preziosi, che hanno continuato a salire anche in presenza di una valuta statunitense leggermente più forte.

Il mercato ricalibra le attese sui tassi

Il Comitato di politica monetaria della Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati nell’intervallo 3,50%–3,75%, come previsto, con due dissensi a favore di un taglio di 25 punti base. Nel comunicato, l’attività economica è stata definita solida, con creazione di posti di lavoro contenuta, un tasso di disoccupazione in fase di stabilizzazione e un’inflazione ancora elevata. Le prime letture degli economisti hanno giudicato il messaggio lievemente restrittivo, ma le aspettative di mercato restano orientate a riduzioni complessive pari a circa 44 punti base entro fine anno. In conferenza stampa, Jerome Powell ha sottolineato che la politica monetaria si colloca ancora nella parte alta dell’area neutrale e che la banca centrale può permettersi di attendere ulteriori segnali dall’economia, con rischi per crescita e inflazione leggermente ridimensionati. L’attenzione si sposta ora sui prossimi dati, tra cui costo del lavoro, richieste di sussidi di disoccupazione, commercio estero e prezzi alla produzione, attesi nei prossimi giorni.