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Insights 25 Gen 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

La geopolitica è il luogo in cui l’economia incontra il potere.” (Henry Kissinger)

Le borse europee hanno chiuso venerdì in prevalente calo, con lo Stoxx Europe 600 in flessione dello 0,1%, Londra in calo dello 0,1%, Francoforte in rialzo dello 0,2%, Parigi in calo dello 0,1% e Piazza Affari in ribasso dello 0,58%. L’indice paneuropeo ha terminato la settimana in calo di circa l’1%, pur restando in progresso nelle prime due settimane dell’anno e segnando tre settimane consecutive di livelli più elevati. Il tono resta cauto, nonostante l’attenuazione della posizione di Donald Trump sulla Groenlandia e l’emergere di maggiori dettagli su un possibile accordo con la NATO. Il quadro geopolitico appare più costruttivo, con l’Unione europea pronta a riprendere il percorso di ratifica di un accordo commerciale con gli Stati Uniti, anche se il processo potrebbe rivelarsi più complesso dopo le tensioni legate alla Groenlandia. L’autorità europea di vigilanza sui rischi sistemici ha avvertito sui potenziali effetti della frammentazione geopolitica sui mercati. Sul fronte macroeconomico, l’indice preliminare dell’attività economica dell’area euro è rimasto invariato rispetto a dicembre ma sotto le attese, penalizzato dal rallentamento dei servizi, con dati migliori in Germania compensati dalla debolezza francese.

Fine della corsa delle piccole capitalizzazioni?

Negli Stati Uniti, le borse hanno chiuso la seduta di venerdì con un andamento misto. Il Dow Jones ha perso lo 0,58%, lo S&P 500 è salito dello 0,03%, il Nasdaq dello 0,28%, mentre l’indice delle piccole capitalizzazioni ha ceduto l’1,82%. Sia lo S&P 500 sia il Nasdaq hanno chiuso la settimana in calo, mentre l’indice delle società minori ha perso i guadagni accumulati nei giorni precedenti, interrompendo una serie di quattordici sedute consecutive di sovraperformance rispetto allo S&P 500, la più lunga dal 1996. I principali titoli tecnologici hanno mostrato una tenuta migliore in vista della prossima stagione delle trimestrali, con l’attenzione concentrata sugli investimenti legati all’intelligenza artificiale e sulla loro capacità di tradursi in produttività e ricavi. Sullo sfondo, alcuni segnali di surriscaldamento dei mercati e dati congiunturali misti non hanno fornito elementi sufficienti per modificare l’orientamento complessivo degli investitori.

Groenlandia al centro

Sul piano geopolitico, il presidente Trump ha annunciato un “quadro di un futuro accordo” con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, relativo alla Groenlandia, anche se i dettagli restano limitati. Secondo quanto emerso, l’intesa potrebbe prevedere una forma di controllo operativo statunitense, pur mantenendo formalmente la sovranità danese, oltre a un possibile ampliamento dei diritti sulle basi militari già esistenti. La Danimarca ha accolto con cautela il ritiro della minaccia dei dazi, ribadendo però che qualsiasi soluzione dovrà rispettare la sovranità nazionale. Le difficoltà operative restano rilevanti, dallo sfruttamento delle risorse minerarie ai costi energetici elevati e alle incertezze sul finanziamento delle infrastrutture. I leader europei, riuniti a Bruxelles per un vertice straordinario, mantengono uno scetticismo diffuso, interrogandosi se l’accordo proposto non implichi una sovranità negoziabile, elemento che continua a rappresentare un nodo centrale nelle relazioni transatlantiche.