Il punto sul mercato di Integrae SIM

“I mercati possono restare irrazionali più a lungo di quanto tu possa restare solvente.” (John Maynard Keynes)
Le Borse europee hanno chiuso miste la seduta di mercoledì, con l’attenzione catturata dall’aumento dell’incertezza geopolitica e dalle speculazioni di politica economica, che spingono il petrolio ai livelli più alti da ottobre 2025 e alimentano una corsa ai beni rifugio, con i metalli preziosi su nuovi massimi storici. Sul fronte societario, però, il quadro resta complesso. Secondo i dati LSEG, le attese sugli utili dello Stoxx Europe 600 per il quarto trimestre 2025 indicano ora un calo del -3,9% su base annua, in peggioramento rispetto alle stime di inizio ottobre e molto lontano dalle valutazioni positive della primavera. Il momentum delle revisioni torna negativo, con tagli alle stime prevalenti per la prima volta da inizio ottobre. A livello settoriale, l’Energia pesa sui ricavi complessivi, mentre al netto di questo comparto le vendite restano debolmente positive. Le valutazioni, a 15,1 volte gli utili attesi, risultano superiori alla media di lungo periodo e limitano il potenziale di rivalutazione nel breve. Il mercato guarda quindi sempre più al 2026, quando è attesa una ripresa della crescita degli utili nella seconda parte dell’anno.
Wall Street volatile, ma con segnali di tenuta
Negli Stati Uniti la seduta è stata negativa per gli indici principali, ma lontana dai minimi, in un contesto ricco di fattori contrastanti. I big tech hanno subito prese di profitto, così come i titoli più esposti agli investitori retail e quelli a maggiore volatilità, mentre mostrano tenuta le piccole capitalizzazioni e l’indice equal weight, segnale di una rotazione più difensiva. I dati macroeconomici pubblicati risultano in linea con le attese, senza cambiare il quadro complessivo, mentre le trimestrali bancarie offrono indicazioni poco brillanti per il secondo giorno consecutivo. Tornano inoltre al centro del dibattito i temi di accessibilità economica per le famiglie, con nuove pressioni politiche su alcuni settori, e le tensioni internazionali, in particolare legate all’Iran e alla Groenlandia. Nonostante la volatilità e il susseguirsi di notizie, il mercato resta vicino ai massimi, rafforzando l’idea che, finora, il percorso di minor resistenza continui a essere verso l’alto.
Dazi, Corte Suprema e incertezza normativa come fattore di rischio
Sul piano istituzionale, la Corte Suprema degli Stati Uniti non ha ancora emesso una decisione sui ricorsi contro l’uso estensivo dei poteri di emergenza per imporre dazi commerciali. Le aspettative di mercato restano orientate verso una possibile bocciatura dell’interpretazione più ampia sostenuta dall’amministrazione, anche alla luce dello scetticismo emerso durante le udienze di novembre. I mercati delle previsioni continuano a stimare una probabilità limitata che la Casa Bianca prevalga. Tuttavia, secondo alcuni analisti, un ritardo prolungato nella decisione potrebbe aumentare le chance dell’esecutivo. Questo elemento mantiene elevato il livello di incertezza normativa, che si somma alle tensioni geopolitiche e contribuisce a spiegare l’atteggiamento prudente degli investitori, soprattutto in una fase di valutazioni già tirate e di utili in rallentamento nel breve periodo.