Il punto sul mercato di Integrae SIM

«I mercati cambiano umore molto più in fretta delle convinzioni» (John Maynard Keynes)
Le Borse europee hanno chiuso in calo la settimana, cancellando i guadagni di seduta, con STOXX 600 -0,5%, FTSE 100 -0,5%, DAX -0,4%, CAC -0,2% e FTSE Mib -0,4%. Dopo un avvio costruttivo, sostenuto dalla chiusura positiva di Wall Street e dalla forza dei mercati asiatici, la giornata è stata dominata da una chiara rotazione settoriale. L’indebolimento della fiducia sull’intelligenza artificiale, innescato dai risultati di Oracle, ha spinto gli acquisti verso materiali, finanziari e piccole capitalizzazioni, mentre il comparto tecnologico ha faticato, trovando solo un parziale sostegno nel finale grazie ai risultati migliori delle attese di Broadcom. Nel pomeriggio, il peggioramento dell’andamento di Wall Street ha aumentato le pressioni in vendita. Sullo sfondo, un sondaggio tra economisti indica che la prossima mossa della BCE potrebbe essere un rialzo dei tassi, in linea con le aspettative di mercato e con le recenti indicazioni di Schnabel. Il rialzo dei rendimenti dell’area euro ha invece sostenuto i titoli bancari nel corso della settimana. Intanto l’Unione Europea si prepara ad approvare un accordo che consentirebbe di estendere il congelamento degli asset russi, utilizzando poteri di emergenza per continuare a finanziare l’Ucraina.
Tecnologia sotto pressione e mercato senza paracadute
A Wall Street seduta negativa, con Dow Jones -0,51%, S&P 500 -1,07%, Nasdaq -1,69% e Russell 2000 -1,51%, e un bilancio settimanale in rosso per S&P 500 e Nasdaq. A soffrire sono stati soprattutto i titoli legati all’intelligenza artificiale, le azioni a elevata volatilità, quelle più vendute allo scoperto e i nomi preferiti dagli investitori retail. La tecnologia resta il principale punto debole, con Nvidia tra i peggiori del gruppo, mentre Tesla ha mostrato maggiore tenuta. Nonostante le indicazioni positive arrivate da Broadcom, il mercato continua a scontare aspettative molto elevate, con crescente attenzione ai temi di redditività, debito e ritorno sugli investimenti nel mondo dell’IA. A differenza delle ultime settimane, la rotazione ciclica non ha fornito un vero cuscinetto difensivo. Restano comunque sullo sfondo alcuni fattori di medio periodo che gli operatori continuano a monitorare, come il possibile stimolo fiscale dal 2026, l’impatto più contenuto dei dazi, la tenuta dei consumi e segnali di miglioramento nell’attività di credito e mercati dei capitali.
Mercato del lavoro USA, segnali di tensione e fiducia dei consumatori in calo
Sul fronte macroeconomico, la Federal Reserve ha ribadito che il recente taglio dei tassi dovrebbe aiutare a contrastare l’aumento della disoccupazione, ma i dati più recenti suggeriscono un percorso più complesso. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 44.000 unità, raggiungendo 236.000, il rialzo più forte dall’inizio della pandemia e uno dei livelli più elevati del 2025. Diverse aziende, tra cui PepsiCo e HP, hanno annunciato nuovi tagli al personale, mentre le cessazioni di lavoro a livello nazionale in ottobre sono state le più alte dall’inizio del 2023. Questo contesto sta pesando sulla fiducia dei consumatori, che negli ultimi mesi si è indebolita sensibilmente. Secondo un sondaggio preliminare dell’Università del Michigan, la maggioranza degli intervistati si attende un aumento della disoccupazione nel corso del prossimo anno, elemento che potrebbe continuare a influenzare sia i consumi sia il sentiment dei mercati.