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Insights 28 Mar 2024

Il punto sul mercato di Integrae SIM

Adoriamo il caos perché amiamo produrre l’ordine” (Maurits Cornelis Escher)

Il rally continua. Manca una sola seduta alla fine del trimestre che si annuncia il migliore da diversi anni. L’indice MSCI World ha chiuso ieri in rialzo dello 0,57%, riavvicinando il massimo storico e consolidando il settimo mese consecutivo al rialzo. Sulla stessa lunghezza d’onda Wall Street, con l’S&P sopra la soglia di 5.300 punti e lo Stoxx 50, sopra la soglia di 5mila. In scia Piazza Affari, che si mantiene sui massimi da 16 anni, a un passo dal livello di 35mila punti. Ma la notizia più bella è che si inizia a vedere anche una certa rotazione settoriale: l’indice delle banche regionali Usa ha chiuso in rialzo del 4%, il Russel 2000 di oltre il 2%, mentre in Italia gli indici delle small cap hanno sovraperformato le large. Quest’ultimo dato in una settimana in cui si concentra la reporting season delle società appartenenti all’indice Euronext Growth Milan, che in alcuni casi stanno sorprendendo al rialzo le stime degli analisti. Sotto controllo le materie prime, con il petrolio stabile intorno ai $80, l’indice dei noli in decisa flessione, -6% sotto la soglia dei 2mila punti, e il gas naturale che ha perso oltre il 4%. Come è ovvio che sia, in questo contesto di direzionalità cala fortemente la volatilità: -3% sotto il livello di 13 punti. Oggi ultima seduta prima della pausa pasquale il calendario macro propone un piatto particolarmente ricco: alle 9:55 la disoccupazione in Germania, alle 12:00 l’indice dei prezzi alla produzione in Italia, alle 13:30 in Pil del quarto trimestre in Usa, e alla stessa ora le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.

Chi specula contro Trump?

In pochi giorni dal debutto in Borsa attraverso la fusione con Digital World Acquisition, una SPAC quotata, la Trump Media Technology Group continua la salita toccando un massimo di $72, +55% in una settimana. Un movimento che ha attirato l’attenzione dei fondi speculativi, ovvero gli investitori che scommettono sul fatto che il prezzo delle azioni di una società sia sopravvalutato e pertanto scenderà. Trump Media Technology Group è un candidato ideale: non produce utili, il suo futuro dipende interamente dell’imprevedibile azionista di maggioranza e in Borsa vale oltre $10 miliardi. Secondo lo short tracker S3 Partners al momento sono state vendute allo scoperto più di 3 milioni di azioni di Trump Media pari circa l’11% del totale dei titoli in circolazione della società. Si tratta di un valore superiore alla media, ma ancora molto inferiore a quello dei titoli più shortati come Beyond Meat e Carvana che hanno oltre il 30% del capitale oggetto di posizioni corte. Ma i fondi non si sono ancora “accaniti” su Trump per ragioni tecniche: Trump Media si è quotata attraverso una SPAC, uno strumento finanziario molto in voga prima della pandemia, i cui azionisti sono prevalentemente investitori di lungo periodo che non prestano le azioni per finalità speculative. Sebbene quindi Trump Media abbia tutte le caratteristiche essere una meme stock, pare difficile che subirà la stessa sorte di GameStop nel 2021.

Bye, bye Civitanavi, welcome Egomnia

Honeywell, multinazionale americana attiva nell’industria della difesa, ha annunciato ieri l’intenzione di acquisire l’intero capitale sociale di Civitanavi Systems, società quotata su Euronext Milan, attraverso un’offerta pubblica di acquisto volontaria ad un prezzo di acquisto di €6,30 per azione, in contanti. Il prezzo di acquisto valorizza la società circa €170 milioni e rappresenta un premio di circa il 27,1% rispetto al prezzo medio di negoziazione ponderato per gli scambi delle azioni di Civitanavi nei 30 giorni precedenti all’annuncio. Un valore in linea con la media dei prezzi d’Opa in Piazza Affari. Ma Civitanavi è sbarcata in Borsa nel febbraio del 2022, ad un prezzo di €4,0 quindi l’Offerta di Honeywell valorizza il titolo oltre il 50% rispetto al prezzo di IPO. In occasione del listing la società aveva raccolto poco più di€34 milioni. Il listino italiano perde quindi un’altra società a pochi anni di distanza dalla sua quotazione. Un percorso naturale ma forse troppo affrettato che dimostra quanto siano sottovalutati i titoli italiani di medio-piccola capitalizzazione. Ma per una società che esce dal listino, un’altra fa il proprio ingresso. Si tratta di Egomnia, da pochi giorni quotata su Euronext Growth Milan Pro, il listino riservato agli investitori istituzionali. La società è stata accompagnata in Borsa da Integrae SIM, che con 3 IPO da inizio anno, ha consolidato la propria posizione di leadership.