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Insights 29 Ott 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.” (Blaise Pascal)

Giovedì le Borse europee hanno chiuso in rialzo dopo la decisione della BCE, che ha lasciato i tassi invariati come atteso. Il DAX ha guadagnato l’1,5%, il CAC l’1,1%, lo Stoxx 600 lo 0,8%, il FTSE 100 lo 0,3%, il FTSE MIB lo 0,36%. La BCE ha scritto che le condizioni di finanziamento si sono irrigidite dalla riunione di settembre, un fatto destinato a pesare sull’inflazione e sulla crescita. Il comunicato ha ricordato che l’aumento dei prezzi dell’energia alimenta i rischi inflazionistici e frena la crescita, ma i salari non hanno ancora mostrato una reazione significativa. Il mercato era già quasi certo di una pausa, dopo i commenti di Lagarde sull’impatto dei tassi d’interesse più elevati. Il consenso prevede ora un nuovo rialzo a dicembre, con l’inflazione in accelerazione all’inizio del 2027. Lagarde lascerà la guida della BCE il 7 febbraio, in anticipo rispetto alla scadenza di ottobre. Sul Medio Oriente non ci sono stati progressi verso la fine degli attacchi degli Houthi né verso la fine del conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran. Trump ha smentito un rapporto secondo cui il vicepresidente Vance avrebbe contattato Teheran per riprendere i colloqui di pace, ma la notizia ha comunque contribuito al calo dei prezzi del greggio.

Nasdaq giù, il resto sale

Wall Street ha chiuso mista: il Russell 2000 ha guadagnato l’1,01%, mentre il Nasdaq ha perso l’1,38%, lo S&P 500 lo 0,30%, il Dow Jones lo 0,25%. Il comparto dell’intelligenza artificiale è sceso dopo una settimana forte, nonostante i conti non abbiano smentito la domanda di calcolo. Alphabet è stata tra le peggiori per il timore di un rallentamento del business della ricerca, mentre Microsoft non è riuscita a mantenere i guadagni iniziali, con il piano di emissione obbligazionaria da 25 miliardi di dollari in esame. Anche Caterpillar ha ceduto, colpita sul fronte dell’energia legata all’AI. La partecipazione, però, è stata molto ampia: sull’S&P 500 i titoli in rialzo hanno superato quelli in ribasso con un rapporto di quattro a uno, e lo S&P 500 a pesi uguali ha recuperato dopo quattro sedute di ritardo. Il rialzo ha coinvolto anche alcuni settori ciclici e le piccole imprese. Il calo dei rendimenti e del petrolio ha aiutato, pur con i Treasury ancora in aumento nella settimana. I dati economici sono stati favorevoli: il PIL americano del terzo trimestre è forte, le richieste di sussidi restano vicine ai minimi di decenni e l’indice core dei prezzi PCE è in linea.

Credito più caro, crescita frenata

Il messaggio della BCE è il punto più importante della giornata: il costo del denaro è già salito e ha reso più difficile investire. Quando il credito costa di più, il primo effetto ricade sulle decisioni d’investimento delle imprese, e lo stesso vale per i grandi progetti tecnologici che dipendono dal finanziamento. La stessa Microsoft ha visto il suo piano di emissione obbligazionaria sotto esame, mentre Alphabet è scesa a causa di dubbi sulla crescita della sua attività principale. Il mercato, insomma, non discute solo dei ricavi dell’intelligenza artificiale, ma anche del costo del capitale necessario per costruirla. Il consenso prevede un rialzo dei tassi da parte della BCE a dicembre, mentre l’inflazione torna a salire. La domanda è se la stretta già in corso basterà a frenare i prezzi senza tagliare gli investimenti necessari a sostenere la crescita.