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Insights 18 Ott 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Nel lungo periodo siamo tutti morti.” (John Maynard Keynes)

Venerdì scorso le Borse europee hanno chiuso in rialzo, vicino ai massimi di seduta, e lo Stoxx 600 ha guadagnato circa il 2% nell’arco della settimana. Il rialzo ha avuto una base ampia, con più titoli in salita che in discesa, e il recupero è arrivato dopo qualche acquisto sulle cadute. Il clima si è stabilizzato anche dopo la pausa nel forte ribasso della Corea del Sud, scesa nella notte. Sul fronte commerciale, la Commissione europea ha interpretato i dati sugli scambi con la Cina come premessa per possibili restrizioni in altri settori, inclusa una proposta di poteri che potrebbero escludere un’economia rivale dal mercato unico nei casi estremi. Sulla politica monetaria, il governatore della Bank of England, Bailey, ha osservato che finora ci sono poche evidenze di effetti di secondo impatto dell’inflazione energetica sui salari e sui prezzi. Il membro della BCE, Nagel, non esclude ulteriori rialzi se le condizioni restano invariate. Intanto, l’inflazione dell’Eurozona è stata confermata al 3,8%, il livello più alto in tre anni, mentre il vertice dei leader europei ha ribadito il sostegno all’Ucraina nonostante la crescente distanza dagli Stati Uniti.

Semiconduttori giù per otto sedute

Wall Street ha chiuso in calo, vicino ai minimi: il Nasdaq ha perso il 2,14%, l’S&P 500 l’1,09%, il Russell 2000 l’1,66%, il Dow Jones lo 0,34%. Per S&P 500, Nasdaq e Russell è stata una settimana in calo. L’S&P 500 a pesi uguali ha tenuto meglio di quello ponderato per capitalizzazione. Il peso del ribasso è ricaduto sul comparto dell’intelligenza artificiale: l’indice dei semiconduttori SOX è sceso per l’ottava seduta consecutiva, la serie più lunga dal maggio 2006, e ha ormai perso oltre il 15% in questo periodo e più del 23% dal massimo di giugno. Il calo sembra riflettere più un peggioramento del sentiment che nuove notizie sull’AI, anche se nei giorni scorsi il racconto ha toccato molti temi noti: debito e finanziamenti, posizionamento elevato, concorrenza, capacità produttiva, domanda di calcolo, prezzi dei token, spesa delle imprese e ritardi nelle quotazioni. Sul fronte macro, le attese di una pausa della Fed a ottobre si sono rafforzate dopo le parole non impegnative del presidente Warsh giovedì sera, senza però sostenere il mercato. Il petrolio non ha aiutato: il WTI è tornato vicino ai 100 dollari al barile e il Brent ha toccato brevemente il massimo da maggio. Trump ha intensificato le critiche a Zelensky, mentre l’ipotesi di un accordo sul diesel russo appare sempre più improbabile.

Il calo viene dal posizionamento

Il tema della settimana è la tenuta del rally dell’intelligenza artificiale. Barclays ha scritto che l’inflazione americana, le nuove tensioni in Medio Oriente e il forte ribasso dei chip stanno mettendo alla prova la sua tesi di un “percorso stretto verso l’alto” per le azioni. Mentre i rendimenti obbligazionari si sono allentati, restituendo ai titoli di Stato un po’ di appeal come rifugio, a pagare il conto sono stati i titoli tecnologici, colpiti dai dubbi sulla monetizzazione dell’AI, sul fabbisogno di finanziamenti e sulla concorrenza nel settore delle memorie. La banca ritiene però che i fondamentali restino intatti, con una domanda forte segnalata da ASML e dai produttori taiwanesi, e attribuisce gran parte del calo al posizionamento aggressivo degli investitori, più che a un deterioramento concreto. Barclays considera il tema dell’AI in una fase più matura, in cui valutazioni, regolamentazione e visibilità dei ricavi sono esaminate con maggiore attenzione: gli investitori dovrebbero diventare più selettivi, privilegiando società con modelli già provati, forti flussi di cassa e valutazioni ragionevoli. Per questo la banca considera l’Europa un utile diversificatore, con una minore esposizione all’AI e ai semiconduttori. Deutsche Bank segnala invece opportunità in alcune società europee dell’hardware tecnologico colpite dal ribasso, come Infineon, STMicroelectronics, BE Semiconductor e Nokia, per le quali i fondamentali legati alla spesa in AI restano solidi. La domanda che la settimana lascia aperta è: quali società dimostreranno ricavi e cassa quando il mercato smetterà di valutare il settore in base alle aspettative.