Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La pazienza è il fondamento di tutta la saggezza.“ (Aristotele)
Le Borse europee hanno chiuso in rialzo giovedì, trainando il recupero, mentre la stabilizzazione dei rendimenti obbligazionari domina il mercato da giorni. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,5%, il DAX lo 0,6%, il FTSE 100 lo 0,7%, il CAC lo 0,1%, il FTSE MIB lo 0,88%. Il driver principale è arrivato da Washington: il governatore della Fed Waller ha detto che è propenso a sostenere il mantenimento dei tassi d’interesse stabili se l’inflazione ad agosto continuasse il calo dei mesi scorsi. Anche Williams della Fed ha trasmesso un messaggio più prudente. L’effetto è immediato: i titoli dell’intelligenza artificiale e della crescita generale beneficiano di tassi che non salgono più. Gli USA hanno pubblicato dati positivi sulla domanda di potenza di calcolo e sugli investimenti in AI, anche se i prezzi delle azioni sono rimasti misti. Un sondaggio di Reuters ha mostrato che la maggior parte degli economisti si aspetta che la decisione di settembre della BCE concluda il ciclo di rialzi dei tassi d’interesse. La ragione è semplice: gli economisti non credono che l’aumento dei prezzi del petrolio farà lievitare l’inflazione in modo generale e temono che ulteriori rialzi dei tassi d’interesse potrebbero danneggiare un’economia europea già fragile. I rendimenti hanno subìto oscillazioni questa settimana, ma il trend di stabilizzazione è netto.
Wall Street esulta: il cambio sulla Fed regala il rimbalzo
Wall Street ha chiuso con rialzi robusti giovedì, con il Dow che ha guadagnato l’1,18%, l’S&P 500 l’1,06%, il Nasdaq l’1,40%, il Russell 2000 lo 0,51%, non lontano dai massimi della seduta. La notizia di Waller ha cambiato drasticamente le probabilità: martedì il mercato prezzava un aumento dei tassi della Fed a settembre al 68%, ora siamo al 50-50. La ripresa della Fed dai toni bellicosi ha acceso i compratori. La breadth è stata solidamente positiva, con il numero più alto di titoli rialzisti nel Russell 500 dai primi di agosto. Il software ha dominato, con Snowflake che ha brillato dopo i conti. I sette giganti della tecnologia, Tesla, Meta e gli altri, hanno tutti chiuso in rialzo. Gli ultimi dati sull’AI sono stati per lo più positivi: i guadagni rivelano una forte domanda di potenza di calcolo, e nuovi modelli come il GPT-6 di OpenAI e il Muse Spark 1.3 di Meta fanno discutere. L’unica nota di preoccupazione è che i prezzi delle monete digitali stanno calando più velocemente di quanto crescano i consumi, un segnale che potrebbe indicare una pressione. Il resto del quadro è positivo: il rialzo ha riguardato molti titoli, non solo i soliti; le valutazioni dello S&P 500 sembrano più ragionevoli e i dati economici rimangono solidi, anche se l’inflazione su alcuni servizi, soprattutto i prezzi pagati nel settore dei servizi, rimane incollata ai massimi di quattro anni. Il mercato scommette che sia abbastanza.
Trump ferma la guerra con l’Iran fino dopo le elezioni
La geopolitica prende una piega meno aggressiva: Trump sta valutando con i suoi collaboratori di dichiarare conclusa la guerra con l’Iran, contando sul fatto che la pressione economica alla fine costringerà il regime a smantellare il programma nucleare o a crollare. Ha detto mercoledì che i nuovi attacchi militari contro l’Iran saranno brevi e che la campagna di bombardamenti non durerà a lungo. Tuttavia, il sottotesto politico è chiaro: i massimi aiutanti della Casa Bianca stanno cercando di frenare l’escalation militare fino alle elezioni di metà novembre, il 3 novembre, per evitare danni alle prospettive elettorali del GOP. Dopo quella data, la Casa Bianca potrebbe considerare di intensificare l’azione militare, anche se un ritorno a un conflitto su larga scala resta incerto. Nel frattempo, i dati sul petrolio raccontano una storia di relativa calma: l’esercito USA ha scortato 40 navi che trasportavano 18 milioni di barili attraverso lo Stretto di Hormuz martedì, stabilendo un nuovo record durante la guerra e poco distante dai 20 milioni di barili registrati prima dell’inizio del conflitto. Questo è il segnale che conta davvero per i mercati: le forniture di energia restano garantite nonostante le tensioni. Se Trump mantiene la linea della de-escalation fino a novembre e i barili continuano a fluire, il principale dubbio che ha tormentato gli investitori, il rischio che la guerra interrompa il flusso del petrolio, potrebbe finalmente dissolversi.