RT&L – €205 miliardi di logistica, 84% su gomma: il doganale cattura complessità

Il Logistics Day del Sole 24 Ore ha restituito le coordinate di un settore da €205 miliardi, 9% del PIL e 1,4 milioni di occupati che il vicepresidente di Confindustria Leopoldo Destro ha definito primo e ultimo anello della catena del valore manifatturiera, con un moltiplicatore stimato dalla Banca Mondiale di 2,2x su ogni euro investito. Al centro del dibattito l’obiettivo dei €700 miliardi di export, il fabbisogno infrastrutturale da €845 miliardi per i corridoi TEN-T (Commissione Europea) e da €550 miliardi per le reti secondarie italiane (McKinsey), e il divario modale che vede l’84% delle merci italiane su gomma contro il 75% europeo. In questo quadro opera RT&L, gruppo genovese attivo nella logistica specializzata attraverso tre linee di business, agenzia doganale (circa l’80% del fatturato), project cargo e general cargo, con un valore della produzione pro-forma 2025 di €10,6 milioni, EBITDA di €2,7 milioni e posizione finanziaria netta cash positive a €5,3 milioni.
L’agenzia doganale come moltiplicatore di complessità normativa La lettura sell-side dei dati Confindustria è lineare: ogni incremento della complessità regolatoria, tariffaria e infrastrutturale del commercio internazionale amplifica i volumi dell’agenzia doganale su una base di costo sostanzialmente fissa. L’obiettivo export a €700 miliardi implica un aumento strutturale delle operazioni doganali; i €400 miliardi di merci in transito dai valichi alpini, che Destro chiede di gestire con coordinamento europeo anziché bilaterale, moltiplicano le variabili normative per ogni spedizione transfrontaliera; il gap di interoperabilità digitale tra porti, interporti e operatori logistici evidenziato da Confindustria conferma che la capacità di navigare sistemi frammentati resta una competenza a valore aggiunto, non automatizzabile nel breve termine.
Il project cargo, con l’accordo quadro biennale con Guangzhou Salvage per 30 unità navali dedicate nel Mediterraneo, Africa e Sud America, intercetta il segmento a più alta marginalità della filiera, mentre il general cargo beneficia direttamente dell’espansione dei volumi fisici da movimentare. Il modello asset-free preserva la flessibilità operativa e la generazione di cassa, con un patrimonio netto di €14 milioni che offre un cuscinetto patrimoniale significativo rispetto alla capitalizzazione.
Il nostro giudizio
Sul titolo Integrae SIM ha una raccomandazione BUY, target price €4,50 (upside potential +12%).
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