Il punto sul mercato di Integrae SIM

“Chi controlla lo stretto controlla il mondo.” (Alfred Mahan, 1890)
Le Borse europee hanno chiuso in territorio misto giovedì, recuperando dai minimi di seduta in una giornata dominata dall’attesa del discorso di Trump alla nazione. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,1%, il FTSE 100 lo 0,5%, mentre il DAX ha perso lo 0,3%, il CAC lo 0,1% e il FTSE MIB lo 0,07%. Nuovi attacchi aerei americani contro obiettivi nello Stretto di Hormuz hanno mantenuto alta la tensione, con articoli di stampa che riferivano di una riunione nella Situation Room per discutere le opzioni per l’espansione della campagna militare. A parziale controvalore, la notizia del rilascio da parte dell’Iran di un cittadino americano detenuto da oltre un anno, definito da Trump un “gesto di buona volontà”, ha contribuito a limitare il ribasso. Il dato sull’inflazione alla produzione americana di mercoledì, uscito più freddo delle attese, ha ridotto a circa il 10% la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a luglio, offrendo sollievo ai mercati. In Europa, la stagione delle trimestrali del secondo trimestre continua a sostenere il sentiment, con diverse aziende che hanno superato le attese sui ricavi da commissioni e sulla domanda industriale. Sul fronte politico, il cancelliere tedesco Merz ha segnalato un orientamento più duro dell’UE nei confronti della Cina, mentre la presidente del Consiglio italiano Meloni ha ottenuto una vittoria legislativa sulla riforma elettorale.
Wall Street sotto pressione
Wall Street ha chiuso in territorio prevalentemente negativo giovedì, vicino ai minimi di seduta, anche se la partecipazione al ribasso è risultata limitata: la versione a pari peso dello S&P 500 ha sovraperformato quella a capitalizzazione di circa 110 punti base. Il fattore momentum ha proseguito il proprio ritracciamento, con semiconduttori, memoria e infrastrutture per l’intelligenza artificiale in calo, nonostante i solidi risultati e le previsioni in rialzo di Taiwan Semiconductor. La rotazione fuori dal momentum e verso i titoli ciclici e difensivi prosegue senza un catalizzatore specifico, anche se le preoccupazioni sui ritorni degli investimenti nell’intelligenza artificiale, il posizionamento ancora elevato e la concorrenza dei modelli cinesi e open source continuano a essere citati. Sullo sfondo, il mercato resta in attesa dei prossimi catalizzatori: i risultati della big tech, la riunione del FOMC di luglio e le attese di de-escalation sul fronte iraniano. Si segnala anche l’allargamento degli spread obbligazionari e dei CDS dei grandi fornitori di infrastrutture cloud americani, un segnale che i mercati del credito iniziano a prezzare qualche preoccupazione sulla tenuta del modello di business legato all’intelligenza artificiale.
UBS amplia la tesi rialzista sull’Europa
UBS ha assunto una posizione più ottimista sulle azioni europee, sostenendo che il caso di investimento è oggi più ampio e duraturo rispetto al passato. Dopo aver già alzato il target sullo Stoxx 600 a 690 punti, la banca sottolinea che l’Europa non deve più fare affidamento su un gruppo ristretto di titoli legati all’intelligenza artificiale e sul settore bancario. Quattro sono i pilastri della tesi: revisioni al rialzo degli utili legate all’AI, miglioramento del ciclo manifatturiero americano, continuità del momentum bancario e stabilizzazione dei settori precedentemente deboli. UBS attribuisce crescente importanza alla spesa fiscale, in particolare per la difesa e le infrastrutture tedesche, ritenendo che il mercato stia ancora sottostimando l’impatto di tali programmi sugli utili aziendali. Il posizionamento degli investitori internazionali resta leggero sull’Europa e le valutazioni appaiono ragionevoli, due fattori che Morgan Stanley, JPMorgan, Deutsche Bank e Berenberg condividono, puntando anche loro sull’attenuarsi dello shock energetico e sul miglioramento della domanda interna. Dall’altro lato, Citi ha abbandonato la propria posizione rialzista tattica citando le rinnovate tensioni geopolitiche e la limitata esposizione europea all’intelligenza artificiale, mentre Bank of America e Goldman Sachs avvertono che gran parte delle buone notizie è già scontata nei prezzi e che le valutazioni lasciano poco spazio per un’ulteriore espansione dei multipli.