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Insights 13 Lug 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“I mercati hanno memoria corta e appetito lungo.” (George Soros)

Le Borse europee hanno aperto la settimana in territorio sostanzialmente invariato, dopo una settimana negativa che aveva visto lo Stoxx 600 cedere l’1,8%. Lo Stoxx 600 e il FTSE 100 hanno chiuso piatti, il DAX ha guadagnato lo 0,2%, il CAC lo 0,3% e il FTSE MIB lo 0,37%. Il clima di inizio settimana è stato pesante: gli Stati Uniti hanno condotto più ondate di attacchi contro obiettivi militari iraniani nel fine settimana, con l’Iran che ha risposto colpendo navi commerciali, dichiarando lo Stretto “chiuso” e attaccando installazioni americane in diversi paesi del Golfo, tra cui Oman e Qatar. Gli analisti indicano lo stallo come il principale rischio estremo per i mercati energetici e per il sentiment più in generale, con gli Stati Uniti che hanno reimposto il blocco navale nello Stretto di Hormuz. A pesare anche il nuovo ritracciamento del fattore momentum, senza catalizzatori fondamentali evidenti. L’attenzione si sposta verso la stagione delle trimestrali del secondo trimestre, con le grandi banche che iniziano a riportare a partire da oggi, e verso il dibattito sempre più acceso sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale: i grandi fornitori di infrastrutture cloud hanno già investito oltre 234 miliardi di dollari quest’anno, e il mercato chiede risposte sulla redditività di questi investimenti. Sul calendario macro, il dato sull’inflazione americana di giugno è atteso per oggi, mentre Warsh terrà la sua prima testimonianza al Congresso nel corso della settimana.

Wall Street in rosso: momentum e Iran di nuovo sotto pressione

Wall Street ha chiuso in ribasso lunedì, recuperando leggermente dai minimi della seduta. Il Nasdaq ha perso l’1,55%, l’S&P 500 lo 0,79%, il Russell 2000 lo 0,83% e il Dow Jones lo 0,26%. La partecipazione al ribasso è risultata limitata, con la versione a pari peso dell’S&P 500 che ha sovraperformato quella a capitalizzazione di oltre 75 punti base. I semiconduttori e la memoria hanno guidato le vendite, mentre Tesla, SpaceX e Nvidia sono tra i titoli peggiori. Il ritracciamento del momentum ha ripreso forza dopo una sessione asiatica debole nella notte di ieri, con le solite spiegazioni tecniche: stagionalità, impatto degli ETF a leva finanziaria e dinamiche dei flussi passivi. Il rialzo del petrolio e il conseguente aumento dei rendimenti hanno aggiunto pressione al sentiment, amplificati dai commenti più aggressivi del governatore della Fed Waller, che ha aperto una settimana densa di interventi dei funzionari della banca centrale. La rotazione verso i settori ciclici ha offerto un parziale contrappeso, anche se il quadro resta eterogeneo.

Le grandi banche aprono i conti

La settimana porta i risultati delle principali banche americane: oggi prima dell’apertura toccherà a Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan e Wells Fargo, mercoledì a Morgan Stanley. Le aspettative sono elevate sul fronte della finanza d’impresa: le commissioni di investment banking dovrebbero aver beneficiato della quotazione di SpaceX e del flusso record di emissioni azionarie e obbligazionarie legate all’intelligenza artificiale, con 250 miliardi di dollari di emissioni di titoli investment grade nel solo mese di giugno. Il mercato tende però a leggere queste entrate come eccezionali e difficilmente ripetibili. Sul fronte del trading, le attese sono miste: Bank of America aveva indicato a maggio ricavi in crescita rispetto al primo trimestre, ma alcuni analisti ritengono che la volatilità iniziale legata allo shock iraniano, più concentrata nel primo trimestre, si sia attenuata nel corso del secondo.