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Insights 28 Giu 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La semplicità è la massima sofisticazione.” (Leonardo da Vinci)

Venerdì scorso le Borse europee hanno chiuso in ribasso, contagiate dalla nuova ondata di volatilità sui titoli tecnologici americani. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,7%, il DAX l’1,3%, il FTSE MIB l’1%, il CAC l’0,6% e il FTSE 100 l’0,2%. A pesare sul sentiment, le vendite dei Magnifici Sette e le pressioni sui costi delle memorie, in vista degli annunci di investimento attesi da Samsung e SK Hynix e delle indiscrezioni su un possibile rinvio della quotazione di OpenAI al 2027. Il calo del petrolio delle ultime settimane ha però offerto un parziale contrappeso ai mercati europei, più dipendenti dalle importazioni energetiche: il settore tecnologico dello Stoxx 600 sta sovraperformando quello dello S&P 500 sia su base mensile sia su base trimestrale. Le aspettative di rialzo dei tassi d’interesse delle banche centrali si sono leggermente attenuate, anche se alcuni funzionari della Bce continuano a segnalare rischi di inflazione al rialzo, con la possibilità di un ulteriore aumento ancora sul tavolo. La Bank of England appare la più probabile a restare ferma per il resto dell’anno, avendo un ciclo di tagli meno avanzato rispetto a quello delle altre banche centrali prima dello scoppio del conflitto iraniano. Il sondaggio della Bce sulle aspettative dei consumatori ha mostrato un calo significativo delle aspettative di inflazione.

Le memorie continuano a soffrire

Venerdì scorso Wall Street ha chiuso la settimana con variazioni minime sugli indici principali, ma con movimenti significativi sotto la superficie. Il Dow Jones ha perso lo 0,09%, l’S&P 500 lo 0,05% e il Nasdaq lo 0,24%, mentre il Russell 2000 ha guadagnato lo 0,07%. Il fattore momentum è tornato a soffrire, con semiconduttori e memorie entrambi in calo di oltre il 5%, complici una serie di fattori che vanno dal crollo notturno della borsa sudcoreana alle indiscrezioni sul rinvio della quotazione di OpenAI, dagli annunci di investimento di Samsung e SK Hynix ai timori di una distruzione della domanda e di una riduzione della sostenibilità dei margini elevati nel comparto delle memorie. Il software e alcuni nomi selezionati della big tech hanno beneficiato della rotazione fuori dal tema dell’intelligenza artificiale. I rendimenti obbligazionari sono tornati a salire nonostante il nuovo calo del petrolio, con il WTI sceso sotto i 70 dollari al barile, a un livello di chiusura più basso rispetto al giorno prima dell’inizio del conflitto, un dato che il mercato ha ignorato nonostante le notizie di nuovi attacchi iraniani contro navi nello Stretto di Hormuz e le accuse di Trump secondo cui l’Iran avrebbe violato il cessate il fuoco. Le aspettative di rialzo della Fed si sono ulteriormente appiattite, scendendo a circa 28 punti base entro fine anno dal picco di 42 registrato lunedì.

OpenAI rinvia la quotazione: la valutazione da mille miliardi si allontana

Secondo il New York Times, OpenAI sarebbe orientata a posticipare la propria quotazione in borsa al 2027, rispetto alle attese precedenti di un debutto nella seconda metà del 2026. La decisione rifletterebbe le preoccupazioni legate a una serie di sviluppi recenti, tra cui il forte calo di SpaceX, che potrebbero compromettere la capacità della società di raggiungere la valutazione di 1.000 miliardi di dollari voluta dal CEO Sam Altman. L’amministrazione Trump avrebbe inoltre chiesto a OpenAI di limitare il rilascio del nuovo modello GPT-5.6, citando preoccupazioni di sicurezza. Sul fronte societario il newsflow resta effervescente: SpaceX starebbe pianificando il lancio di un nuovo servizio mobile per i clienti americani. ON Semiconductor ha annunciato l’acquisizione di Synaptics in un’operazione interamente in azioni, per un valore di 7 miliardi di dollari, con un premio del 28% rispetto alla chiusura di giovedì. Rocket Lab ha ottenuto un contratto dalla NASA per tre lanci del razzo Electron. DraftKings ha annunciato il lancio di una piattaforma di scambio per i mercati predittivi.