Insights & Research

Home / Insights / Il punto sul mercato di Integrae SIM
Insights 12 Mag 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La guerra è facile da iniziare e impossibile da fermare.” (Salust)

Le Borse europee hanno chiuso in ribasso martedì, recuperando dai minimi di seduta ma senza riuscire a invertire la tendenza. Lo Stoxx 600 ha perso l’1%, il DAX l’1,5%, il FTSE MIB l’1,36%, il CAC l’1% e il FTSE 100 lo 0,3%. A pesare sul sentiment è stato il nuovo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran: Trump ha definito il cessate il fuoco “in fin di vita” e ha respinto l’ultima proposta iraniana come “spazzatura”, ribadendo l’obiettivo di costringere Teheran ad abbandonare il programma nucleare. Il divario tra le due parti resta ampio, con l’Iran che rifiuta di cedere sul nucleare e rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz. Trump starebbe valutando con crescente serietà la ripresa delle operazioni militari su larga scala, anche se una decisione difficilmente arriverà prima del summit con il presidente cinese Xi questa settimana. A complicare ulteriormente il quadro, indiscrezioni riportate dai media indicano che gli Emirati Arabi Uniti starebbero conducendo segretamente attacchi militari contro l’Iran, diventando di fatto un combattente attivo nel conflitto, con gli Stati Uniti che avrebbero accolto favorevolmente la loro partecipazione. Sul fronte macro, il sondaggio ZEW sul sentiment di Eurozona e Germania ha continuato a recuperare dopo il colpo subito con l’inizio del conflitto iraniano, segnale che le aspettative degli analisti restano ancorate alla speranza di una risoluzione.

Wall Street arretra: inflazione, energia e AI pesano sul mercato

Wall Street ha chiuso in territorio prevalentemente negativo martedì, con il Dow Jones che ha guadagnato lo 0,11% mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,16%, il Nasdaq lo 0,71% e il Russell 2000 lo 0,97%. Il rialzo simultaneo di rendimenti e petrolio ha pesato sul sentiment, con il comparto dell’intelligenza artificiale che ha ceduto parte della recente forza. Il dato sull’inflazione core di aprile è uscito più caldo del previsto, aggiungendosi alle preoccupazioni già vive sulla crescita reale dei salari, tornata in territorio negativo secondo alcune analisi recenti. Le trimestrali hanno continuato a segnalare tagli occupazionali, in parte legati proprio alla diffusione dell’intelligenza artificiale, mentre il tema della disruption tecnologica è tornato prepotentemente in primo piano con le notizie sull’ingresso di OpenAI nel mercato dei servizi informatici aziendali. Il mercato prezza ora un orientamento leggermente più restrittivo della Fed entro fine anno. Gli investitori guardano intanto al summit Trump-Xi di fine settimana: il presidente americano ha chiarito che il focus sarà sul commercio più che sull’Iran, anche se resta da vedere se il vertice produrrà qualcosa di più di un’ulteriore proroga della tregua commerciale tra i due paesi.

Né guerra né pace: lo stallo iraniano diventa il nuovo scenario di riferimento

Il conflitto con l’Iran ha raggiunto una fase che gli analisti descrivono come “né guerra né pace”, con entrambe le parti intrappolate in una posizione da cui nessuna vuole muoversi per prima. Gli Stati Uniti non ottengono le concessioni sul nucleare, l’Iran non ottiene la revoca del blocco navale, e il cessate il fuoco regge per inerzia più che per volontà condivisa. Trump starebbe valutando una ripresa delle operazioni militari con una serietà che non si vedeva da settimane, secondo fonti vicine alla Casa Bianca, ma difficilmente agirà prima di aver incontrato Xi, che ha esercitato pressione su Teheran senza successo. Lo Stretto di Hormuz resta il nodo irrisolto che tiene l’intera economia globale in ostaggio: ogni settimana di chiusura aggiunge pressione sui prezzi energetici europei, erode i margini aziendali e frena i consumi. I mercati per ora reggono, scommettendo che nessuno dei due lati abbia davvero interesse a tornare alle ostilità aperte. Ma la pazienza degli investitori, come quella di Trump, ha un limite.