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Insights 16 Apr 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

I fatti sono ostinati, ma le statistiche sono più malleabili.” (Mark Twain)

Le Borse europee hanno chiuso in territorio misto giovedì, scivolando dai massimi di seduta nel pomeriggio. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,1%, il CAC lo 0,1% e il FTSE MIB lo 0,27%, mentre il DAX ha guadagnato lo 0,4% e il FTSE 100 lo 0,3%. A sostenere il sentiment, le indiscrezioni su un accordo di principio tra Stati Uniti e Iran per estendere il cessate il fuoco oltre la scadenza della prossima settimana, con un secondo round di colloqui atteso a breve, probabilmente di nuovo in Pakistan, con il vicepresidente Vance a guidare la delegazione americana. Trump ha continuato a esprimere fiducia su un accordo, ma la stampa ha anche segnalato l’invio di migliaia di soldati aggiuntivi nella regione come leva negoziale. Sul fronte della politica monetaria, la giornata ha offerto molto su cui riflettere. Fonti della Bce hanno indicato che i funzionari sono orientati a mantenere i tassi invariati a fine mese, poiché i dati in arrivo non offriranno ancora sufficiente chiarezza sull’impatto economico del conflitto iraniano. Sia Schnabel che Villeroy hanno segnalato cautela, mentre i verbali della riunione di marzo hanno sottolineato la necessità di prove concrete prima di reagire allo shock energetico. Sul fronte macro, l’IPC dell’Eurozona di marzo è stato rivisto al rialzo nella lettura finale al 2,6% annuo dal 2,5% del dato flash. “A dare ulteriore energia ai mercati nel corso della settimana è tornata l’intelligenza artificiale, con una serie di accordi su chip e infrastrutture di calcolo che hanno riacceso l’entusiasmo degli investitori”

Wall Street inanella record: il Nasdaq festeggia dodici sedute consecutive in rialzo

Wall Street ha chiuso in rialzo giovedì in una seduta tranquilla, con l’S&P 500 e il Nasdaq che hanno aggiornato i massimi storici di chiusura. Per il Nasdaq si è trattato del dodicesimo rialzo consecutivo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,24%, l’S&P 500 lo 0,26%, il Nasdaq lo 0,36% e il Russell 2000 lo 0,22%. Il mercato mostra una generale assenza di preoccupazione per la situazione ancora irrisolta in Medio Oriente, con le aspettative che convergono sulla tenuta del cessate il fuoco, pur nella consapevolezza che la normalizzazione dei flussi nello Stretto di Hormuz richiederà tempo. A comprare sono tornati anche i grandi fondi algoritmici, dopo settimane di vendite. Il rialzo però coinvolge ancora troppo pochi titoli per essere considerato davvero solido. Sul fronte macro, il forte indice Philly Fed di aprile, il migliore da gennaio 2025, e le richieste di sussidi di disoccupazione ancora contenute hanno rafforzato l’immagine di un’economia americana in buona salute. Infine l’intelligenza artificiale ha offerto un altro contributo positivo, mentre il comparto software e il credito privato, due delle aree più sotto pressione negli ultimi mesi, hanno messo a segno rimbalzi significativi nel corso della settimana.

Le trimestrali europee: i primi trimestri tengono, ma le previsioni annuali preoccupano

Le aziende europee si preparano a una stagione delle trimestrali dai contorni incerti. Secondo LSEG, la crescita degli utili attesa per il primo trimestre è scesa al 2,8%, dal 4,2% stimato solo una settimana fa, mentre le aspettative sui ricavi sono calate allo 0,4% dall’1,6%. Goldman Sachs stima una crescita degli utili per azione del 4% anno su anno nel primo trimestre, trainata quasi interamente da banche e energia: al netto di questi due settori, gli utili sono visti in calo del 2%. Barclays ha già tagliato la stima di crescita degli utili per il 2026 al 6%, mentre il consensus di mercato attorno al 10% appare a molti analisti troppo ottimistico, con stime più prudenti che si attestano tra il 4% e il 5%. I punti di luce restano il settore energetico, con le grandi major petrolifere europee attese a utili in crescita del 24% anno su anno, e i semiconduttori, con ASML che ha già battuto le aspettative. Retail, turismo e lusso hanno invece segnalato crescente incertezza. Il quadro che emerge è quello di primi trimestri che potrebbero non deludere, ma di previsioni per l’intero anno che rischiano di raccontare una storia molto diversa.