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Insights 15 Apr 2026

REDELFI – Hormuz chiude, lo spread elettrico esplode: i BESS diventano urgenti

Redelfi, gruppo genovese specializzato nello sviluppo di infrastrutture per la transizione energetica, ha costruito la propria tesi di investimento sul segmento delle batterie di accumulo (BESS, Battery Energy Storage System), con una pipeline di circa 6 GW in Italia di cui oltre 4 GW in fase avanzata di autorizzazione. Il contesto geopolitico degli ultimi mesi ha trasformato quello che era un trend strutturale di medio periodo in un’urgenza di sistema: la chiusura dello Stretto di Hormuz ha ridotto il flusso giornaliero globale di petrolio di circa il 13% e quello di GNL di circa il 20%, innescando un aumento del prezzo del gas naturale di circa il 50% dalla metà di febbraio alla prima decade di aprile. Il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità ha seguito, con massimi orari saliti da livelli compresi tra 100 e 135 euro a megawattora a punte oltre i 180 euro, mentre nelle ore di piena luce la crescente penetrazione del fotovoltaico, oggi al 20% della produzione elettrica italiana contro il 10% del 2022, porta il PUN vicino a zero o letteralmente a zero. Il risultato è uno spread intraday senza precedenti: in una stessa giornata il prezzo dell’energia ha oscillato da 6 a 176 euro a megawattora, più che decuplicato nel giro di poche ore.

Lo spread che non si vede ma si sente: i BESS come infrastruttura critica

La dinamica sopra descritta dal Corriere della Sera in un recente articolo di approfondimento, fotografa con precisione il problema che i BESS sono progettati per risolvere. Con il fotovoltaico che azzera il costo dell’energia nelle ore centrali della giornata e il gas che lo porta alle stelle al tramonto, il valore economico dello stoccaggio non è mai stato così alto: comprare energia a zero nelle ore solari e rivenderla o utilizzarla nelle ore serali è esattamente la funzione che una batteria di accumulo svolge, generando un margine direttamente proporzionale all’ampiezza dello spread. I giorni con spread superiore a 120 euro a megawattora sono già passati da 16 a 38 tra il 2024 e il 2025, confermando una tendenza strutturale che il conflitto in Medio Oriente ha brutalmente accelerato. Il FMI ha già avvertito che la guerra lascerà cicatrici permanenti sull’economia globale e che anche nel migliore degli scenari non ci sarà un ritorno indolore allo status quo energetico. Per Redelfi, che ha costruito una pipeline autorizzativa da 6 GW di cui 4 GW già in fase avanzata, il contesto geopolitico non ha cambiato la direzione del business: ne ha moltiplicato l’urgenza. Le autorizzazioni restano il collo di bottiglia del settore, e chi ha progetti in stato avanzato di sviluppo parte con un vantaggio difficilmente colmabile.

Il nostro giudizio

Sul titolo Integrae SIM ha una raccomandazione BUY, target price €13,85 (upside potential +24%).

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