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Insights 14 Apr 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

“La diplomazia è l’arte di far sì che gli altri la vedano a modo tuo.” (Dante Alighieri)

Le Borse europee hanno chiuso in rialzo martedì, con i ciclici in testa grazie ai progressi sul fronte diplomatico iraniano. Lo Stoxx 600 ha guadagnato l’1%, il DAX l’1,3%, il FTSE MIB l’1,15%, il CAC l’1,1% e il FTSE 100 lo 0,1%. Il mercato ha scelto di guardare oltre i segnali negativi del weekend, concentrandosi sulle indiscrezioni di un secondo round di colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran previsto a Islamabad nel corso della settimana. Il blocco navale americano è entrato in vigore lunedì, ma il cessate il fuoco regge nonostante le minacce reciproche. Il contesto fisico del mercato petrolifero resta teso: le navi in transito per lo Stretto di Hormuz si sono ridotte dopo il recente aumento, con analisti che segnalano un mercato del greggio fisico ancora sotto pressione. Sul fronte macro, i prezzi all’ingrosso tedeschi hanno registrato a marzo un’accelerazione marcata per effetto del conflitto iraniano, con un balzo nei costi energetici e delle materie prime. Il membro del Consiglio della Bce Villeroy ha invocato vigilanza sull’inflazione dopo che il sondaggio mensile della Banca di Francia ha mostrato un aumento del numero di imprese che intendono alzare i prezzi ad aprile. Lo Stoxx 600 resta a circa il 3% dai massimi dell’anno, a testimonianza di una tenuta che ha sorpreso molti osservatori.

Wall Street a un passo dal record: banche e tech trascinano il rimbalzo

Wall Street ha chiuso in rialzo martedì, con i principali indici che hanno terminato vicino ai massimi di seduta. L’S&P 500 si è portato a circa lo 0,2% dal massimo storico del 27 gennaio. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,66%, l’S&P 500 l’1,18%, il Nasdaq l’1,96% e il Russell 2000 l’1,32%. La big tech ha chiuso per lo più in rialzo, con diversi titoli in guadagno tra il 3% e il 4%, mentre Apple è rimasta il fanalino di coda tra i Magnifici Sette. A sostenere il mercato, una combinazione di fattori: il cessate il fuoco che regge, i fondi algoritmici che hanno invertito le posizioni ribassiste accumulate a marzo, e le trimestrali bancarie che hanno battuto le attese con commenti sul contesto macro e sui consumi sostanzialmente positivi. Sul fronte del credito privato, il quadro è migliorato: il presidente della SEC ha respinto i timori di rischio sistemico, mentre Goldman Sachs e Blue Owl hanno raccolto fondi con successo sul mercato obbligazionario. I titoli di private equity hanno guadagnato terreno. La domanda di capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale è tornata in primo piano con un accordo sull’energia tra Constellation Energy e Oracle, mentre l’M&A ha registrato nuovi sviluppi di rilievo.

Hormuz: il mercato valuta i rischi di un blocco che dura

Con il cessate il fuoco ancora in piedi ma il blocco navale americano operativo, gli analisti hanno iniziato a tracciare scenari più granulari sull’impatto energetico. Prima del blocco, i flussi di petrolio dal Medio Oriente avevano recuperato a circa 20 milioni di barili al giorno sabato, ma il blocco ha rimesso in discussione circa 8 milioni di quel volume. Le soluzioni alternative, tra gasdotti, rilascio di riserve strategiche e rotte alternative, coprono già circa il 50% dei flussi pre-guerra attraverso lo Stretto di Hormuz, un risultato superiore alle attese. Resta però aperto il problema del carburante per aerei: ACI Europe ha lanciato un avviso di tre settimane sulla disponibilità del jet fuel, un tema che tiene sotto pressione il settore del trasporto aereo. Sul fronte dei prezzi al consumo europei, la trasmissione dello shock energetico appare ancora limitata e la domanda dei consumatori regge, almeno per ora. Un blocco prolungato cambierebbe però il quadro rapidamente. BNP Paribas Exane ha delineato due scenari di posizionamento: in caso di accordo, rotazione decisa verso i ciclici e i beni discrezionali, con banche, rinnovabili, industriali e investimenti in intelligenza artificiale come vincitori di medio termine. In assenza di accordo, l’unico riparo affidabile resta il cosiddetto HALO trade, ossia asset pesanti, infrastrutture di rete e difesa, con il software e i servizi a basso contenuto di capitale che continuano a subire la doppia pressione dei costi energetici e dei timori di disruption tecnologica.