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Insights 13 Apr 2026

Il punto sul mercato di Integrae SIM

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura.” (Dante Alighieri)

Le Borse europee hanno aperto la settimana in territorio leggermente negativo, chiudendo però vicino ai massimi di giornata in una seduta che avrebbe potuto andare molto peggio. Lo Stoxx 600, il FTSE 100 e il DAX hanno perso lo 0,2% ciascuno, il CAC lo 0,3% e il FTSE MIB lo 0,17%. Il weekend ha deluso le attese: i colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan non hanno prodotto un accordo e Trump ha annunciato un blocco navale dello Stretto di Hormuz, una mossa letta come potenzialmente riesacalante. Le posizioni restano lontane sul programma nucleare iraniano e sul controllo dello Stretto, con indiscrezioni su nuovi possibili attacchi americani. Il ribasso è però rimasto contenuto per diverse ragioni: le aspettative su un accordo completo erano già basse, il cessate il fuoco regge ancora e i paesi mediatori stanno lavorando per riavvicinare le parti. Gli analisti ritengono che entrambi i lati abbiano un incentivo a trovare un’intesa, anche se la strada verso la normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz si preannuncia lunga e accidentata. Sul fronte politico europeo, le elezioni in Ungheria hanno sancito la fine dell’era Orbán dopo sedici anni: l’opposizione di centro-destra guidata da Magyar è avviata verso una maggioranza dei due terzi, con un prevedibile riorientamento di Budapest verso l’Unione Europea e un allontanamento dalla Russia. La settimana porta con sé anche l’avvio della stagione delle trimestrali, con i settori energetico e bancario europei indicati dagli analisti come i favoriti del momento.

Wall Street rimbalza: il software guida, le banche aspettano

Wall Street ha chiuso in rialzo lunedì, con i principali indici che hanno terminato sui massimi di seduta. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,63%, l’S&P 500 l’1,02%, il Nasdaq l’1,23% e il Russell 2000 l’1,52%. Il comparto software ha guidato la ripresa, segnando la migliore seduta da aprile 2025, dopo la debolezza di venerdì legata alle polemiche sul modello Claude Mythos di Anthropic, il cui anteprima aveva innescato vendite nel settore. Anche i Magnifici Sette, i semiconduttori e il comparto memoria hanno chiuso in rialzo. Sul fronte iraniano, Trump ha cercato di dare una lettura costruttiva agli sviluppi del weekend: ha dichiarato di voler avviare un nuovo round di colloqui, ha avvertito che le conseguenze sarebbero spiacevoli se l’Iran non trovasse un accordo entro due settimane e ha sottolineato il miglioramento dei flussi di traffico nello Stretto di Hormuz. Il blocco navale americano è tuttavia entrato in vigore lunedì mattina. L’ottimismo sulle trimestrali ha dato ulteriore sostegno: gli analisti indicano che la solidità degli utili aziendali compensa l’incertezza macro, i prezzi energetici elevati e i segnali di indebolimento dei consumi.

Le grandi banche aprono i conti: attesi i migliori ricavi da trading in dodici anni

La stagione delle trimestrali entra nel vivo questa settimana con i risultati delle principali banche americane. Oggi, prima dell’apertura di Wall Street, toccherà a Goldman Sachs, Citigroup, JPMorgan e Wells Fargo, mercoledì a Morgan Stanley e Bank of America. Le attese sono elevate: le grandi banche universali e d’investimento sono previste annunciare i migliori ricavi trimestrali combinati dal trading degli ultimi dodici anni, con una crescita stimata tra il 13% e il 15% nell’azionario e tra l’8% e il 13% nel reddito fisso. Le commissioni di investment banking sono attese in crescita di almeno il 10% su tutti e cinque gli istituti, secondo il Financial Times. Secondo FactSet, il settore finanziario dovrebbe registrare la terza crescita degli utili anno su anno più alta tra tutti gli undici settori dell’S&P 500, al 15,1%, in rialzo dal 14,6% stimato a inizio trimestre. Tra i temi che terranno banco nei commenti dei management: l’esposizione al credito privato, l’impatto della volatilità dei tassi, l’attività di M&A in un contesto macro instabile, le conseguenze del petrolio sopra i 100 dollari e la qualità del credito. Gli analisti di Morgan Stanley hanno recentemente definito il credito bancario al credito privato più un rischio di titoli che un rischio fondamentale.